CIAMPOLI, GIOVANNI. - Letterato, n. a Firenze nel 1589, m. a Iesi l'8 sett. 1643. Iniziò gli studi presso i Gesuiti e i Domenicani. Sotto il patrocinio di G. B. Strozzi fu introdotto alla corte del granduca Ferdinando, ed inviato a completare gli studi a Padova e a Pisa, dove si addottorò. Venuto a Roma e vestito l'abito ecclesiastico, fu accolto favorevolmente nella corte pontificia.
Nominato segretario dei Brevi da Gregorio XV fu confermato nella carica dal nuovo pontefice Urbano VIII, sotto il quale godé anche di un canonicato in S. Pietro. Caduto in disgrazia, nel 1632 venne allontanato da Roma ed inviato governatore successivamente a Montalto, Norcia, S. Severino, Fabriano, Iesi (cf. le sue Lettere, [Venezia 1661], passim).
Ebbe vasta risonanza nel suo tempo sia per l'attività spiegata presso la corte pontificia, sia per l'opera di letterato.
Amico e fautore del Galilei fu antiaristotelico; espose le proprie idee nella Filosofia naturale. Poeta, volle dare nelle sue Rime (Roma 1648), in contrapposizione alla produzione del tempo, un contenuto morale-religioso alla poesia.
CIAMPOLI, GIOVANNI
BIBL.: D. Ciampoli, Un amico del Galilei, mon. G. C., in Nuovi studi letterari e bibliografici, Rocca S. Casciano 1900, pp. 1-170; A. Favaro, G. C., in Atti Istit. veneto di scienze, lettere e arti, 62 (1902-1903, II), pp. 91-145; G. Gabrieli, Due prelati lineari alla corte di Urbano VIII, in Arcadia, 13 (1929), pp. 171-200; A. Belloni, Il Seicento, Milano 1929, pp. 144-49.