CHIARI, PIETRO. - Sacerdote, drammaturgo, romanziere, n. a Brescia nel 1711, m. ivi nel 1785. Fu prima gesuita e insegnante di eloquenza a Modena per due anni (1736-38), indi uscì dall'Ordine, sacerdote secolare. A Venezia visse scrivendo versi, romanzi, dialoghi, commedie, traduzioni in troppi volumi. Fu onorato avventuriero della penna, facile volgarizzatore del pensiero illuministico, spesso improvvisatore e imitatore. Anche il suo teatro ha valore di improvvisazione e di traduzione, pur volendo il C. essere il secondo riformatore della commedia in gara con il Goldoni (1753).
La contesa tra « chiaristi » e « goldoniani » si prolungò per molti anni, durante i quali il C. era stato nominato dalla compagnia Medebac nel teatro S. Angelo. La presunta riforma voleva conciliare la commedia improvvisa e le maschere con la commedia premeditata o scritta. Le sue commedie incontrarono tuttavia favore a Venezia, e lo stesso Goldoni risentì della influenza di lui nella sua ultima maniera che indulgeva alle forme oratorie e melodrammatiche.
Il C. ha fama di avere fatto rinascere il romanzo, tentando di gareggiare con i Francesi. Ma i suoi romanzi, ricchi di avventure e morbosamente imbevuti della nuova filosofia (Montesquieu, Rousseau), con qualche pittura vivace folkloristica, sono sempre farraginosi e prolissi (v. L'uomo di un altro mondo e La donna che non si trova). Anche i migliori, come La giocatrice del lotto, La ballerina onorata, La Francese in Italia, La bella Pellegrina, non hanno i caratteri del romanzo di poi. Il C. diresse la Gazzetta veneta, trattando argutamente di cronaca cittadina.
Settecento, Bergamo 1903 (v. indice); A. Neri, Passatemi goldoniani, in Ateneo veneto, 30 (1907, 1); R. Simoni, Editori alla ribalta, in I libri del giorno, 1 (1918), p. 6; A. Zardo, Un pralogo del C. e la Gazzetta veneta, in Rivista d'Italia, 25 (1922), p. 8 sgg.; C. Musatti, La Veneziana o Parigi, in Il Marzocco, 31 (1926), p. 44 sgg.; M. Apollonio, L'opera di C. Goldoni, Milano 1932 (v. indice); D. Lucchesi, Kulturgeschichtl. Betrachtung von P. C. Commedia, Monaco 1938. Emilio Santini