CHIABRERA, Gabriello. - Poeta, n. a Savona nel 1552, m. ivi nel 1638. Fu studente nel collegio Romano; a Roma ebbe pure contatti con gli umanisti Speroni, Manuzio e Muret. Entrato al servizio del card. Corner, sostenne un duello per una questione d'onore e dovette tornare in patria donde un altro incidente del genere lo costrinse ad allontanarsi per qualche tempo. Sposò, cinquantenne, la giovanissima Lelia Pavese. Ebbe incarichi d'affari dalla sua città presso la signoria genovese e fu in relazione con i Savoia, i Gonzaga, con Urbano VIII (cf. il breve papale diretto al C. in Lettere di G. C. a B. Castello, Genova 1838, p. 14), e specialmente con i Medici. A Mantova ed a Firenze allenti spettacoli in occasione di solenni avvenimenti di quelle corti.
Si provò nella lirica, con canzoni celebrative, canzonette amorose e bacchiche, poemetti narrativi, ecloghe, sonetti, satire; nel poema eroico con La Gotiade, La Firenze, L'Amadeide, Il Foresto e Il Roggero; nella drammatica con tragedie di argomento romanzesco ed alcune favole pastorali. Volle il C. rinnovare il linguaggio poetico sui modelli greci e latini, secondo le idee esposte negli scritti di prosa (l'Autobiografia e i Dialoghi dell'arte poetica) e, sporadicamente, nell'epistolario; idee che egli riprende dalla scuola ellenistica speroniana e dai trattatisti di poetica del ' 500 (Trissino, Daniello, Muzio, du Bellay, Minturno). Perciò si diede a cercare strutture metriche più agili e scelse argomenti più aderenti alla sensibilità del tempo, quali le imprese della cristianità contro gli Ottomani e contro l'eresia protestante. Innovatore riuscì nella lirica (Leopardi lo definl: «solo veramente pindarico »), anche se lavorò in parte su traduzioni latine di Pindaro, Saffo, Anacreonte e su i modelli gallo-ellenici della Pléiade francese. Sono da ricordare le Vendennole di Parnaco, gli Scherzi, i 30 Sermoni ove sviluppa la satira del costume secentesco, e specialmente i Poemetti, tra cui alcuni d'argomento biblico: Il leone di David, La liberazione di s. Pietro, La conversione di Maria Maddalena. Alla nuova tecnica chiabreresca, largamente imitata in Arcadia, devono non poco anche il Parini, il Monti, il Foscolo, il Carducci.
Bist.: Delle opere di G. C., 2 voll., Venezia 1757; O. Varaldo, Bibliografia delle opere a stampa di G. C., in Giornale ligustico di arch. storia e lett., 13 (1886), pp. 273-89, 336-83.

Chiabrera, Gabriello - Ritratto. Incisione di G. Boggi.
414-70 (una nota supplementare dallo stesso titolo in Atti della Soc. stor. savonese, 2 [1889-90], pp. 423-57); S. Ferrari, G. C. e la "Corona di Apollo", in Giornale ligustico di arch. storia e lett., 13 (1888), pp. 266-76; F. Neri, Il C. e la Pléiade francese, Torino 1920; F. L. Mannucci, La lirica di G. C., storia e caratteri, Napoli 1923; G. Mauguin, Ronsard en Italie, Parigi 1906. capp. 3-4: G. Negri, G. C., Savona 1928; Tito da Ottone, G. C. Vita e arte, ivi 1940; A. Bianchi, C. e Cebà poeti pindarici, in Atti Accad. ligure scienze e lett., 1 (1941), pp. 239-61.
Enzo Noè Girardi