CIRIACA, CIMITERO di. - Sulla via Tiburtina; trae la sua denominazione dalla leggenda che attribuisce ad una vedova di nome C. la deposizione del diacono martire s. Lorenzo in una sua proprietà detta Agro Verano.
Il cimitero sotterraneo, costituito di due piani di gallerie, ebbe evidentemente la sua parte più antica demolita dalla costruzione delle due basiliche erette in onore del martire Lorenzo che era stato sepolto in una galleria del piano inferiore. Altri martiri venerati nel cimitero e ricordati in esso dal Martirologio geronimiano erano i ss. Abbondio, Ireneo, Crescenzione, Giustino e Concordia, ai quali gli itinerari del sec. VII aggiungono altri.
La sua vastità è testimoniata da A. Bosio che ne esplorò varie regioni (Roma sotterranea, Roma 1632, pp. 397-411). Altre furono poi vedute dal Boldetti il quale vi lesse una iscrizione con la menzione dell'acquisto di un sepolcro in crypta noba retro sanctos; il Marangoni vi scoprì un cubicolo, decorato di musica. Altri monumenti del cimitero vennero editi dal p. G. Marchi (I monumenti delle arti cristiane primitive, Roma 1844, pp. 109-112, 225-26). Ma con la costituzione del moderno campanato le regioni cimiteriali subirono danni e devastazioni, tanto che oggi della grande necropoli sviluppata intorno al sepolcro veneratissimo del martire Lorenzo rimangono poche regioni molto danneggiate alle quali si può accedere o dalla basilica stessa o dal chiostro del convento dei Cappuccini, annesso alla basilica, nonché da ingressi situati presso monumenti sepolcrali del cimitero moderno (Annivitti, De Romanis e Odescalchi).
Vi si vedono tuttora alcune pitture che rappresentano il giudizio di un defunto di nome Zosimiano; la caduta
della manna nel deserto; l'ingresso di una defunta in Paradiso; l'annuncio della negazione di Pietro; la raffigurazione di un Re Mago con la stella e la parabola delle vergini savie e delle vergini stolte (Wilpert, Pitture, p. 513 ).
Epigrafi del cimitero sono state pubblicate dal Bosio, dal Boldetti, dal Marangoni, dal Lupi, dal Marini, dal de Rossi, dal Marucchi; un gruppo di esse é' riunito nel chiostro adiacente alla basilica; ma la maggior parte sono oggi disperse; alcune sono nella galleria lapidaria al Vaticano, nel museo cristiano Lateranense, nelle collezioni capitoline e fuori Roma.
Sandro Carletti
