CISTERCENSI RIFORMATI - L'abate Armand-Jean Le Bouthillier de Rancé. Dipinto di Hyacinthe Rigaud - Abbazia di Notre-Dame de la Trappe.
CISTERCENSI RIFORMATI (TRAPPISTI). - Riforma dell'Ordine cistercense che ebbe inizio nel 1599 nell'abbazia di Charmoy in Francia sotto l'abate Arnolfini. Ben presto fu introdotta anche nell'abbazia di Clairvaux sotto l'abate Dionigi Largentier. Il movimento si estese rapidamente ad altri monasteri, e fu visto con simpatia dall'abate di Cîteaux; ma il Capitolo generale del 1618 fu più riservato, preoccupato di conservare l'unità dell'Ordine. La «stretta osservanza» intanto era sorta, anche se non come congregazione distinta, ed ebbe un'influenza salutare per la restaurazione della disciplina nell'Ordine intero. Dopo la morte del Largentier essa cominciò ad imporsi alla «comune osservanza», incoraggiata dai cardd. De La Rochefoucauld e Richelieu. Per regolare alcune discordie che ne erano sorte, Alessandro VII convocò a Roma i rappresentanti delle due «osservanze», e ne risultò la promulgazione della bolla In suprema del 19 apr. 1666, con la quale fu accuratamente delineata la disciplina nelle due «osservanze», approvata la «stretta osservanza» e raccomandata la sua espansione; furono inoltre approvate le relazioni fra le due diramazioni. La «stretta osservanza» contava allora più di 50 monasteri di uomini ed alcuni di monache.
Uno dei suoi rappresentanti a Roma era stato l'abate del monastero della Trappa (diocesi di Séez), Armando Giovanni Le Bouthillier de Rancé (1626-1700), il quale, constatata la grande moderazione della bolla In suprema, introdusse nel suo monastero una riforma più severa, rimettendo in vigore molte osservanze dell'antico Cîteaux. La nuova riforma, se ebbe critici, ebbe ancor più ammiratori, e molte anime trovarono nella Trappa la vita ardentemente bramata, piena di abnegazione e di sacrifici. Innocenzo XI ne lodò per primo i regolamenti.
La Trappa fu così un centro irradiatore di severa vita monastica fino alla Rivoluzione Francese, quando d. Agostino de Lestrange, già maestro dei novizi, riuscì a
fuggire in Svizzera con 24 religiosi e a stabilirsi nella certosa della Val-Sainte, che Pio VI eresse in abbazia e dove il Lestrange introdusse regolamenti molto più severi di quelli del Rancé. Per l'occupazione della Svizzera da parte delle truppe francesi, fu costretto ad abbandonare la Val-Sainte, e dopo molte difficoltà, alla caduta di Napoleone rientrò in Francia, dove rioccupò antichi monasteri dell'Ordine più o meno rovinati, fra i quali la Trappa. Nel 1808 il monastero di Darfeld in Vestfalia, formato da monaci della Val-Sainte, che seguiva i regolamenti del Rancé più che quelli del Lestrange, era stato eretto in abbazia indipendente. Esso fece nuove fondazioni in Francia, e così si ebbero fin dal 1814 due rami derivati dalla Trappa. Le relazioni fra essi, come quelle fra i monasteri d'uno stesso ramo, non erano ben regolate. Dopo la morte del Lestrange nel 1827, Roma si occupò della cosa col risultato d'una unione giuridica di questi due rami in Francia nel 1834. Era la prima volta che i monasteri della stretta osservanza erano riuniti in congregazione distinta, pur facendo parte dell'Ordine cistercense. I regolamenti di Lestrange furono definitivamente abbandonati, ma l'unione durò fino al 1847, quando venne di nuovo la separazione. Nel 1856 era sorta nel Belgio la Congregazione della stretta osservanza di Westmalle, emanazione della Val Santa-Darfeld. Si avevano così tre rami distinti della stretta osservanza: quello della Trappa, quello di Sept-Fons e quello di Westmalle. Ben presto però incominciò a sentirsi la necessità d'una fusione, ed in una riunione tenutasi a Roma il 1° ott. 1891 tutti i superiori delle tre famiglie decisero di unirsi in Ordine indipendente, con abate generale proprio. Leone XIII approvò questa decisione e nacque così l'Ordine dei Cistercensi di N. S. della Trappa, che fu ben presto mutato in quello di: Ordine dei C. R., o della stretta osservanza.
Questa unione fu felicissima e si propose di ritornare il più possibile al primitivo spirito cistercense, come si manifestò chiaramente nelle Costituzioni del 1894, approvate dalla S. Sede. Esse furono leggermente mutate dopo il Codice ed approvate da Pio XI il 26 genn. 1925.
