CIURINGA (CHURINGA, TURUNGA)

CIURINGA (CHURINGA, TURUNGA). - Termine con il quale si indicano alcuni oggetti sacri di legno o di pietra, su cui sono incisi o dipinti dei motivi topici, usati dagli indigeni australiani (soprattutto dalle tribù del centro del continente, Arunta [= Aranda], Il-pirra, Iliaura, Unmatjera, Lorita, ecc.). Con tale termine gli indigeni indicano anche le qualità possedute dall'oggetto.
Dei c. si parla in molti miti. Ad es., gli Arunta credevano che i corpi degli antenati topici vissuti nella mitica epoca chiamata alcheringa dopo la morte andassero sottoterra, ma il loro spirito, o meglio, una parte della loro potenza vitale restasse unita ad un ricettacolo naturale che poteva essere un albero, una fonte o un c. Secondo un'altra credenza, gli spiriti degli antenati topici penetrano nelle donne, le rendono incinte per rinascere così in forma umana. Alla morte, poi, lo spirito torna a rifugiarsi nel suo ricettacolo naturale, il c., in attesa di reincarnarsi in un'altra donna. Quando nasce un bambino, il padre, accompagnato da qualche anziano, si reca perciò nel posto ove la madre crede di esser stata resa incinta da uno spirito e fa mostra di cercare e di trovare il c. che viene, subito dopo, curato di un grana grotta o in una fessura rocciosa, deposito sacro di tutti i c. del clan. Da tale luogo gli oggetti sacri vengono rimossi solo in occasione delle iniziazioni o di particolari cerimonie.
È severamente vietato mostrare i c. alle donne e a coloro che sono iniziati, sotto pena di morte o di altra gravissima punizione, come l'accertamento per mezzo di bastoncini ardenti.
I disegni dei c. consistono in cerchietti, puntini, linee curve o spezzate, circoli concentrici, ecc.: ognuno di questi segni rappresenta, secondo i casi, alberi, uomini, esseri mitici, animali, ecc. Per la loro interpretazione è necessario ricorrere agli uomini del totem cui i c. appartengono, poiché i segni e la loro disposizione possono assumere di volta in volta differente significato. Tutte le volte che i c. sono esaminati dagli anziani devono essere sfregati con cura. Naturalmente lo sfregamento a quale sono stati sottoposti dalle mani di generazioni e generazioni li ha molto consumati.

BIBL.: B. Spencer - F. J. Gillen, The native tribes of Central Australia, Londra 1899, pp. 150-63, 257-58; B. Spencer-F. J. Gillen, The northern tribes of Central Australia, ivi 1904; C. Strath-low, M. von Leonhardi, Die Aranda und Lorita Stämme in Zentral-Australien, Francoforte 1907-20; I. p. 3; III. 1, p. 2; IV. 1, p. 39; R. Biasutti, Razze e popoli della Terra, III, Torino 1941, p. 63; R. Pettazzoni, Mitti e leggende, I, ivi 1948, p. 434. Tullio Tentori

CIVIDALE DEL FRIULI. - Resti romani e particolarmente iscrizioni (che non sembrano trasportate dall'altro) parlano di una comunità sotto la nome di Forum Iulii; da esso poi prese il nome la regione del Friuli. Il sito, posto sul Natisone, divenne sede del ducato longobardo di frontiera appena Albaino, passata la valle superiore dell'Isonzo, entrò in Italia (569).
Epiche leggende raccolte da Paolo Diacono nella sua Historia Langobardorum trattato delle vicende di C. e del ducato nelle lotte contro gli Avari e gli Slavi, che vovevano anch'essi penetrare in Italia. Al principio del