CIVITALI. - Famiglia di artisti. MATTEO, scultore e architetto, n. a Lucca il 5 giugno 1436; invii il 12 ott. 1501. Compii il suo tirocinio a Firenze, quasi certamente presso Bernardo e Antonio Rosellino, con il quale ultimo mantenne a lungo rapporti di amicizia: infatti nel 1468 il C. stimava a Pistoia il monumento a Filippo Lazzeri commesso a Bernardo ed eseguito da Antonio Rossellino, mentre a sua volta Antonio Rossellino stimava il monumento al giurista e diplomatico Pietro da Noceto (m. nel 1467) eseguito nel 1472 dal C. per il duomo di Lucca e che costituisce la prima importante opera dello scultore Lucchese.
Tra il 1473 e il 1478 esegui il tabernacolo del Sacramento, ora scomposto, di cui restano a Lucca due Angeli adoranti, mentre il ciborio è a Londra (nel museo Victoria and Albert), e il famoso altorilievo con la Fede, che pro
babilmente ne faceva parte, si conserva a Firenze (nel museo del Bargello). Del 1479 è il monumento a Dom. Bertini, abbreviato apostolico, il quale commise al C. il tempietto del Volto Santo e la statua di S. Sebastiano, pure nel duomo di Lucca, eseguiti tra il 1472 e il 1484. Dello stesso anno sono l'altare di S. Regolo (duomo di Lucca) e il monumentale sepolcro del SS. Pellegrino e Bianco, in parte rimaneggiato, nel santuario di S. Pellegrino sulla montagna tosco-emiliana. L'Opera della primaziale di Pisa gli commise nel 1487 ventidue altari marmorei per il Duomo, di cui rimangono solo alcuni pilastrini a candelabri: il lavoro probabilmente non fu eseguito, poiché già nel 1489 il C. attendeva al tabernacolo per la chiesa di S. Frediano di Lucca, convertito in fonte battesimale nel 1598, e nel 1490 esegui la sepolcro di S. Romano nella omonima chiesa lucchese, parimenti scomposto e rimaneggiato. In questo torno di tempo cadono alcuni lavori e progetti di opere architettoniche, come il ponte sul Serchio a Moriano (1490), ora distrutto, e le piante per fortificazioni della città di Lucca (1491). Per il duomo di Lucca eseguisce ancora un pulpito marmoreo (1494) e due pile per l'acqua santa (1498), quindi si reca a Genova dove per la cappella di S. Giovanni nel Duomo scolpisce le sei statue di Adamo, Eva, Abacuc, Isaia, Zaccaria ed Elisabetta (1490 ca.) e un gruppo di S. Giorgio e il drago, commessogli dai Protettori del Banco di S. Giorgio e abbattuto durante la rivoluzione del 1797. Il Cristo in Pietà della chiesa di Lammari (Lucca) è l'ultima opera del C. Artista fecondissimo e un po' monotono, fu tuttavia uno dei più originali interpreti dell'arte di Bernardo Rossellino: la sua plastica si distingue per un fare nitido, tagliente, preciso anche se non privo di una certa rigidità. Un sincero e delicato sentimento religioso ha reso celebri alcune sue figurazioni. Ebbe assai raffinati la sensibilità architettonica e il gusto per la decorazione, ed alle statue genovesi diede assai precocemente una grandiosità cinquecentesca. Ebbe anche il merito di introdurre l'arte della stampa in Lucca.
Suso figlio NICOLAO, n. nel 1482, m. nel 1560, collaborò col padre, attivo a Pietrasanta e a Lucca, e scolpì il tabernacolo nella chiesa dei Servi. Col figlio Vincenzo scolpì l'acquisantiera e le cantorie marmoree per la chiesa di S. Paolino in Lucca. Costruì alcuni bei palazzi a Lucca come quello della Cassa di risparmio e quello della famiglia Bernardini: altri gli vengono attribuiti, come il palazzo Cenami e il palazzo Orsetti.