CIVITA CASTELLANA, ORTE E GALLESE, DIOCESI DI

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CIVITA CASTELLANA, ORTE e GALLESE, diocesi di. - Nel Lazio in provincia di Viterbo, immediatamente soggette alla S. Sede. Le tre diocesi riunite vantano ciascuna una ragguardevole antichità. A C.C., sorta presso l'antica Falerii, il cristianesimo, come in tutta la Tuscia suburbicaria, penetrò molto per tempo, stando alle tradizioni agiografiche della regione intorno ai martiri Gratiliano e Felicissima (BHL, 3630) ed alla presenza di un antico cimitero cristiano scoperto nel 1880. Nella Passio di s. Mustiola (BHL, 4455, 4456) si ricorda un s. Felice martirizzato il 22 giugno in Fialisco (C. C.); lo stesso martire si ritrova al 23 nov. nel Martir. Hieronymianum (p. 617) subito dopo Mustiola. La sede episcopale con i nomi certi dei primi vescovi appare già alla fine del sec. v, mentre per il periodo immediatamente seguente non si è informati per la deficenza dei documenti.
Erano situate dentro il territorio diocesano di C. C., le abbazie, un tempo celebri, di : S. Silvestro del monte Soratte antica ed insigne per i ricordi storici) nel sec. vi la dirigeva il s. Nunnoso, così popolare nei racconti di s. Gregorio Magno, e nell'viri vi si ritirò

a vita monastica il principe franco Carlomanno; S. Maria di Falleri di cui è restata fortunatamente, sebbene non completamente conservata, la chiesa del sec. XII, con le cinque absidi: tipico esemplare romanico dell'Ordine cistercense. Dei monumenti, il più cospicuo è senza dubbio la cattedrale di S. Maria che conserva la grandiosa cripta sorretta da 45 colonne. Fu ricostruita dopo il sec. XI; il portale è di Jacopo di Lorenzo, che nel 1210, in collaborazione col figlio Cosma, costruì lo splendido portico che precede la facciata e che nell'arco medio assume aspetti di nuova magnificenza. Questo portico rappresenta senza dubbio uno dei punti più alti della traiettoria che congiunge l'arte architettonica dell'antichità classica col Rinascimento. Nel suo tema centrale prelude veramente al portico della cappella de' Pazzi, a S. Croce in Firenze, di F. Brunelleschi.
La grandiosa rocca di C. C. fu costruita da Alessandro VI in gran parte nel biennio 1500-1501 (G. Zucchelli, Un documento, per la rocca di C., in Palladio, I [1938], p. 27). È a pianta pentagonale a cui Giulio II fece aggiungere dal Sangallo il maschio ottagono e quattro ponti levatoi.
I documenti più antichi di C. C. sono andati bruciati, per cui ne sono spogli gli archivi della curia, della cattedrale e della città.
Alla diocesi di C. C. fu unita da Eugenio IV nel 1437 quella di O. (v.) e da Pio VII l'altra di G. nel 1505. Dal 1925 il vescovo di C. C. è delegato per le parrocchie di Ponzano Romano e S. Oreste, già appartenenti all'abbazia nullius dei SS. Vincenzo ed Anastasio alle Tre Fontane.
Le tre diocesi riunite comprendono 33 parrocchie in 700 kmq. con 130 sacerdoti per 60.000 ab. (1948).

Bibl.: F. Marone, Dell'antichità dei vescovi di C. C. sopra quelli di O., 1759; L. Duchesne, Le sedi episcopali nell'antico ducato di Roma, in Archiv. della Soc. rom. di st. patria, 15 (1822), pp. 491-492; Lanzoni, pp. 516-517; 545-547; P. Fr. Kehr, Italia pontificia, II, Berlino 1907, pp. 184-91.
Per O. e G., v.: GALLESE, DIOCESI di; ORTE, DIOCESI di.
Archeologia. - Nel portico della Cattedrale sono riuniti molti frammenti architettonici ed epigrafici. Fra questi si ricordano: un angelo alato e un pluteo con frutti e rosette, forse della schola cantorum primitiva (secc. VIII-IX); un rilievo piatto con scene di caccia, forse in origine fronte d'un sarcofago (secc. VIII); un'iscrizione che ricorda la donazione del vescovo Leone nell'881 di alcuni fondi alla chiesa di S. Maria e di due casette ai mansionari della medesima (CIL, XI, 466); la mostra d'un portale cosmatesco proveniente dalla chiesa di S. Francesco; lastre tombali, una delle quali appartiene a Niccolò de Summa napoletano (m. nel 1403) il quale fondò nella Cattedrale gli otto canonicati, tanto che da allora essa si chiamò anche «chiesa degli otto»; frammenti di un pulpito marmoreo con la rappresentazione della fortezza e della giustizia, opera d'un imitatore di Agostino di Duccio (A. Muñoz, Alcune sculture della cattedrale di C., in Boll. d'arte, 5 [1911], pp. 121-134). Per i sarcofagi cristiani V. Wilpert, Sarcofagi, I, tav. 143, 3; II, pp. 293, 300, 309; III, tav. 244, 2, 3, 4, p. 25 sgg.
Enrico Josi