CLEMENTE IX, PAPA

CLEMENTE IX, PAPA. - Giulio Rospigliosi n. a Pistoia, di nobile famiglia, il 28 genn. 1600; creato cardinale nel 1657, eletto papa il 20 giugno 1607, m. il 9 dic. 1669. Studiò ed insegnò a Pisa, successivamente fu a Roma tra i famigliari del card. Francesco Barberini che accompagnò in Francia e in Spagna. Era ufficiale di curia in Roma, quando nel marzo del 1644 fu destinato nunzio in Spagna, dove rimase con onore sino al 1653. Perché amico dei Barberini, non fu mai gradito a papa Innocenzo X; durante il conclave, dopo la morte di lui, fu eletto governatore di Roma e poi dal nuovo papa Alessandro VII nominato segretario di Stato e cardinale (1657): ad Alessandro VII successe dieci anni dopo, grazie alle sue belle qualità, tra cui la mitezza d'animo, il senso di giustizia e la generosità; da papa non si lasciò indurre a favorire i parenti; rigoroso con sé, fu davvero «clemente» con i sudditi; lo stesso Pasquino salutò con lodi la sua elezione e preconizzò un aureo pontificato; se non che egli era alquanto innanzi con gli anni e malaticcio.
Ai suoi di ferveva ancora la controversia giansenista; senza staccarsi dalle sentenze emanate dai suoi predecessori in materia, mirò col suo intervento a conciliare gli animi («pace clementina»); ma le passioni infocate fecero fallire la sua iniziativa. Governò con equilibrio lo Stato della Chiesa, evitando di far troppo sentire ai sudditi il peso dei pubblici oneri. Prima d'esser papa, si era dilettato di poesia e di arte melodrammatica con qualche fortuna e rinomanza; come papa protesse gli studi e le arti; onorò tra gli artisti del suo tempo il Borromini e il Bernini che lavorava attorno alle statue da collocarsi sul Ponte S. Angelo; concesse la sua benevolenza alla coltissima regina Cristina di Svezia, nuovamente ospite di Roma. Importanti provvedimenti in favore delle missioni sono da ricordare, tra cui la bolla del 17 giugno 1669, che faceva esplicito divieto ai missionari ed agli ecclesiastici tutti di occuparsi di affari commerciali, sia per profitto personale, sia per utile della propria religiosa comunità, a meno che questa non fosse in stretta necessità; e il breve del 13 sett. 1669, col quale sottoponeva i missionari tutti alla vigilanza e alla giurisdizione dei vicari apostolici.
Nell'ordine politico il più grosso problema era la sorte di Candia; dal 1645 i Veneziani e le soldatesche di alcune potenze cristiane si battevano per impedire che quell'isola cadesse in mano ai Turchi; sull'esempio dei suoi predecessori, C. mandò cospicui soccorsi di uomini, di denaro, di gale e stimolò assiduamente Francia e Spagna a partecipare all'impresa; allo scopo si adoperò a sanare le loro discordie. Luigi XIV insegnò di fatto con una sua flotta e con un esercito, ma non decisamente, per non turbare del tutto le amichevoli relazioni con l'Impero ottomano; la Spagna soprassedette diffidando dell'avversario francese; Candia cadde e la notizia giunse a Roma, quando C. era deceduto. C. ebbe il merito di riconciliare alla

S. Sede Luigi XIV, che aveva avuto rapporti diplomatici assai bruschi con papa Alessandro VII. La sua salma, rimasta breve tempo in S. Pietro, fu trasportata dal suo successore in S. Maria Maggiore. - Vedi Tav. CXVII.
Bial.: Ch. Terlinden, Les préparatifs de l'expédition au secours de Caudic, in Revue d'hist. ecclés., 4 (1903), p. 679 sgg.; id., Les derniers tentatives... au secours de Caudic, ibid., 5 (1904), p. 47 sgg.; A. Salza, Drammi inediti di G. Rospigliosi, poi Clemente IX, in
Riv. music. ital., 14 (1907), pp. 473 - 908 (con bibliografia precedente); Br. Bruno, Note romane relative a papa C. IX, in Bull. stor. pictuisse, 23 (1621) p. 18 sg.; U. Rolandi, La prima commedia musicale rappresentata a Roma nel 1639, in Nuova Antologia, 1627, V. p. 323 ; Pastor, XIV, i, pp. 341 627. Giovanni Soranzo