CLEMENTE VI, PAPA

CLEMENTE VI, PAPA. - Pietro Roger, n. nel 1291 a Maumont (Corrèze) da Guglielmo signore di Rosière e da Guglielmetta di Mestre. A dieci anni entrò nel monastero benedettino di Chaise-Dieu. Licenziato in teologia (25 maggio 1323), divenne abate di Fécamp (23 giugno 1326), vescovo di Arras (3 dic. 1328), arcivescovo di Sens (24 nov. 1329) donde fu trasferito a Rouen (14 dic. 1330) e fu creato cardinale del titolo dei SS. Nereo e Achilleo (18 dic. 1338). Molto stimato da Filippo VI per la sua profonda cultura, non comune eloquenza e sicura fedeltà, ne divenne guardasigilli e cancelliere. Alla morte di Benedetto XII (25 apr. 1342), i cardinali, sicuri di fare cosa gradita al re di Francia, dopo appena tre giorni di conclave ad unanimità lo elessero (7 maggio 1342). A differenza dell'antecessore pacifico, austero, imperioso e parsimonioso, C. fu energico, accondiscendente, liberale anzi prodigo, amante del lusso, largo coi parenti come con principi e sudditi; però fu anche caritatevole. Esaurite ben presto le riserve accumulate dagli antecessori, C. inaspiri la fiscalità curiale, suscitando opposizioni specialmente in Germania e in Inghilterra. Per mancanza di mezzi, non poté sostenere quant'era necessario la sua politica italiana. In Roma, ridotta quasi a villaggio, favorì dapprima il tentativo di Cola di Rienzo, ma ne fu presto stanco, tanto che il legato papale poté scomunicarlo (15 dic. 1347). Nel 1350 bandì l'anno giubilare, fissandone la celebrazione ad ogni cinquantennio. Cercò di rimediare le tristissime condizioni delle province dello Stato pontificio con una spedizione militare al comando di Astorgio di Dufort (1350-51); l'impresa fallì miseramente. Bologna fu comperata da Giovanni Visconti sotto gli occhi del legato papale (16 ott. 1350). La lotta che ne seguì contro i Visconti finì presto per esaurimento (28 luglio 1352). Miglior successo ebbe la lega conclusa da C. con Venezia, Cipro e gli Ospedalieri contro il Turco, che portò all'occupazione di Smirne e alla vittoria di Imbros (1344-47). Condusse a buon fine la lotta contro Ludovico il Bavaro, che

fu deposto ( 13 apr. 1346) e sostituito con Carlo IV di Lussemburgo. Assolse Giovanna di Napoli dall'accusa di aver ucciso il primo marito Andrea d'Ungheria e le permise il matrimonio con il cugino Luigi di Taranto. Nella grande peste del 1348 , che fece tanti milioni di vittime in tutta Europa, C. non si mosse dalla città di Avignone che ebbe 60 mila vittime, moltiplicando gli aiuti spirituali e materiali. Difese gli ebrei, che il popolino chiamava colpevoli della peste. M. ad Avignone il 6 dic. 1352.
Boll.: E. Dóprea, C. VI. Lettres cluses, patentes et cuiales se rapportant à la France, Parigi 1901; S. Balusc, Vitae paparum Aveniancusum, I-III,2^{°}ed., di G. Mollat, ivi 1914-27. passim; Pastor, I, pp. 81-87; G. Mollat, Les papes d'Avignon,6^{°}ed., Parigi 1930, pp. 80-89, 144-47, 172-77, 183-90, 225-28, 282-83, 293-96.

Irenzo Daniele