CLEMENTE V, PAPA

CLEMENTE V, PAPA. - Bertrando de Got, n. in Guascogna, fu vescovo di Comminges (1295-97), poi arcivescovo di Bordeaux (1297-1305). La sua elezione, dopo il lungo Conclave di Perugia, è strettamente collegata alla questione bonifaciana, che profondamente divideva il S. Collegio, la cui maggioranza voleva rivendicare la memoria di Bonifacio VIII oltraggiato ad Anagni, mentre una minoranza, che poi trionfò, non voleva urtare l'ispiratore di quell'attentato, Filippo IV il Bello, re di Francia, e patrocinava

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(for. Almeri)
Clemente V, papa - Particolare della Alleggria della religione cattolica. Affresco di Andrea da Firenze (sec. xiv) - Firenze, chlostro di S. Maria Novella, cappellone degli Spagnoli.

1819 CLEMENTE V - CLEMENTE VI
la causa dei due card. Colonna. Così fu eletto il 5 giugno 1305 l'arcivescovo di Bordeaux, il quale si era mostrato ossequiente verso Bonifacio VIII, pur mantenendo buone relazioni con Filippo il Bello. Il racconto, per lungo tempo accettato, di G. Villani (VIII, 80; cf. L. A. Muratori, Rerum Ital. script., XIII, pp. 417-419) di un previo convegno segreto nel profondo di un bosco presso St-Jean-d'Angély e di un patto ivi concluso tra l'arcivescovo e il re di Francia, è del tutto fantastico, positivamente escluso dai rispettivi itinerari dei due al tempo del Conclave.
Sebbene il neoeletto Pontefice da principio manifestasse l'intenzione di recarsi in Italia non appena conclusa la pace definitiva tra Francia e Inghilterra, rimase di fatto in Francia inaugurando così il periodo avignonese con tutte le sue funeste conseguenze per la Chiesa. Fu incoronato a Lione il 14 nov. 1305, in presenza del re Filippo, il quale cominciò subito ad esercitare una influenza indebita sul Papa debole e indeciso di carattere ed anche spesso malaticcio. Nella prima creazione di cardinali, il 15 dic. 1305, C. promosse nove francesi e un inglese e reintegrò i due Colonna. La preponderanza francese nel S. Collegio fu accresciuta ancora con promozioni del 1310-12. All'insistente richiesta di Filippo il Bello, il quale si interessava pure per la canonizzazione di s. Celestino V avvenuta poi nel 1313, va attribuito il processo contro la memoria di Bonifacio VIII, di cui il Papa giunse a mala pena in fine a sventare la condanna, nonché il processo con conseguente soppressione dei Templari, invisi al monarca, che bramava impossesso sarsi dei loro vistosi beni. Anche nella politica è facile scorgere l'influenza francese. Il Papa nominò legati e rettori francesi per l'Italia, favorì gli Angiò di Napoli, i quali stavano coi Guelfi e seppero impedire l'inconsuonazione di Arrigo VII in S. Pietro; tale funzione infatti ebbe luogo contro il solito in S. Giovanni in Laterano (1312). In Ungheria per mezzo del cardinal legato Gentile da Montefiore ebbe fine la questione della successione al trono di s. Stefano col generale riconoscimento dell'Angioino Caroberto, figlio di Carlo II di Napoli e di Maria d'Ungheria (1308), e con l'imposizione della corona di s. Stefano (1310). Nel 1311-12 il Papa celebrò il Concilio di Vienna, che emanò molti salutari decreti per la purezza della fede e per la disciplina ecclesiastica, decreti incorporeati poi nelle cosiddette Clementine (v. CORPUS IURIS CANONICI), pubblicate pochi giorni prima della morte e perciò ripubblicate dal successore Giovanni XXII (1317). C. cercò pure di chiudere il dissidio ormai cronico tra gli Spirituali e la comunità dell'Ordinanza francescana, con la decretale Exvi, frutto di lunghe discussioni delle due parti dinanzi ad una commissione cardinalizia (1309-12). Notevole anche il fervore con cui C. promoveva le missioni tra i Tartari in Cina, nominando il francescano Giovanni da Montecavino primo arcivescovo di Pechino, e dandogli sei vescovi suffraganei (1307). Sotto l'influsso di Raimondo Lullo, C. prescrisse, nell'interesse delle missioni, l'insegnamento delle lingue orientali nei principi del centri universitari come Parigi, Oxford, Bologna e Salamanca. Fondò ancora le Università di Perugia e di Orléans. Morì a Roquemaure (Gardi) il 20 apr. 1314. Le disposizioni testamentarie, che favorivano molto l'estesa parentela, provocarono per volere di Giovanni XXII un processo.

BIBL.: Fonti e documenti: St. Baluzius, Vitae paparum Aevi- nionensium, 2a ed., per cura di G. Mollat, 4 voll., Parigi 1914-18. Il vol. di quest'edizione, ivi 1916, pp. 1-106, contiene sei Vite estratte da autori del tempo: Giov. di S. Vittore, Tolomeo da Lucca, Bern.
Giudonis (due), Paolino da Venczia, Amalrico Augerii. Le note al testo del Baluzius e del Mollat sono nel vol. II, ivi 1928, pp. 31-175, documenti e testi illustrativi nel vol. III, ivi 1921, pp. 42-241, 491-551; Regesta Clementis papae V cura et studio monarchorum O. S. B., 9 voll., Roma 1885-92; Ch. V. Langlois, Documents relatifs à Bertrand de Got (Clément V), in Revue historique, 40 (1889), pp. 48-54; id., Notices et documents relatifs à l'histoire de France au temps de Philippe le Bel, documents italiens, ibid., 60 (1896), pp. 307-28; F. Ehrle, Der Nachlass Clemens V. und der in Betreff desselben von Johann XXII. (1318-21) geführte Process, in Archiv für Literatur- und Kirchengeschichte des Mittelalters, 5 (1889), pp. 1-158 (con un albero genealogico della famiglia del Papa); H. Finke, Aus den Tagen Bonifaz VIII, Münster in V. 1902, pp. 279-96 e pp. LXI-LXVI; id., Acta Aragonesia, Berlino e Lipsia 1908, pp. 197-99, 263-302. Monografie e studi: M. Rabanis, Clément V et Philippe le Bel, Lettre à M. Charles Daremberg sur l'entrée de Philippe le Bel et Bertrand de Got à St-Jean-d'Angély, Parigi 1885; C. Wenck, Clemens V. VIZI., Halle 1882; id., Aus den Tagen der Zusammenkunft Papst Clemens V. und König Philipps des Schönen zu Lyon, in Zeitschrift für Kirchengeschichte, 27 (1906), pp. 189-203; F. Apollonio, Un capitolo di storia veneta nei registri di C. V. Venczia 1887; W. Otte, Der historische Wert der alten Biographie des Papstes Clemens V. (Kirchengeschichtliche Abhandlungen, 1), Breslavia 1902, pp. 3-73; H. Finke, Papsttum und Untergang des Templerordens, I, Münster in V. 1907, pp. 86-110; A. Eitel, Der Kirchenstaat unter Clemens V., Berlino 1907; G. Lizerand, Clément V et Philippe IV le Bel, Parigi 1910; G. Mollat, Les papes d'Aviignon, ivi 1912 (6a ed. ivi 1930, con ricca bibliografia); Ewald Müller, Das Konzil von Vienne 1311-12, Seine Quellen und seine Geschichte, Münster in V. 1934; B. Hömann, Gli Angioini di Napoli in Ungheria, Roma 1938, pp. 107-115. Cf. anche Fr. Zambrini, Le opere volgari a stampa dei sec. XIII e XIV, 4a ed., con appendice, Bologna 1884, col. 305 sq.; E. Casanova, Visita di un papa avignonese ai suoi cardinali, in Archivio della R. Società romana di storia patria, 22 (1899), pp. 371-81. Livario Oliger