CHIUSI E PIENZA, DIOCESI DI

CHIUSI e PIENZA, DIOCESI di. - In provincia di Siena, suffragana di Siena. C. in Valdichiana fu una della 12 lucumonie etrusche.

Il cristianesimo è attestato nel sec. III dai monumenti, così pure l'origine della diocesi perché una iscrizione cristiana ricorda il vescovo Lucio Petronio Destro, n. nel 256 e m. nel 322 (CIL, X, 1, 2548). Altri vescovi noti sono poi Fiorentino (558-60) al quale scrisse papa Pelagio I ed Ecclesio nel 600.

La diocesi ha una superficie di 1168 kmq. con 65.575 ab. tutti cattolici, conta 61 parrocchie, 82 sacerdoti diocesani e 24 regolari, un seminario a P.

Nel 1633 vicino alla chiesa di S. Mustiola si scoprì un cimitero sotterraneo cristiano che però venne esplorato solo nella primavera del 1830. La martire Mustiola è ricordata nel Martirologo Geronimiano: in Tuscia s. Mustiolae al 23 nov.; si ha pure una sua Possio (BHL, nn. 445-56). Un'iscrizione scoperta nel cimitero menziona una Giulia Asinia Felicissima ex genere Mustiole sanctae (CIL, XI, 2549). Sarà la martire l'eponima del cimitero? L'antico ingresso di questo immetteva ad un'ampia aula dalla quale si dipartono le gallerie cimiterali per lo più con arcosòli. Ivi, oltre la citata iscrizione del vescovo L. Petronio Destro, si rinvennero quelle d'un diacono di nome Sulpicio Felicissimo (CIL, XI, 2561), di un Senzio Respetto esorcista, dei neofiti Sulpicio Vincenzo (ibid., 2560) e Ulpia Faustina (ibid., 2563). Aurelius Melitus imfaus cristaeanus fidelis peregrinus mori diae Saturni Pascae noctis ipsius pervigilatio oratione quinta (ibid., 2551), cioè nel Sabato Santo, nella notte della vigilia di Pasqua mentre si recitava la quinta orazione. L'iscrizione appartiene alla seconda metà del sec. IV al 354 o 363, o 378. Una Redenta mori nell'a. 390 (ibid., 2573). C'è poi un Peregrinus Ciconius cuius nomine Deus scis (ibid., 2568). In un frammento appartenente ad una C(larissima) p(uella) c'è l'augurio: dormis in somno pacis (ibid., 2579). Il cimitero detto di S. Caterina si trova sulla via di Città di Pieve, anche esso presenta un ampio cubicolo, all'ingresso del quale si trova un architrave in travertino in cui si ricorda la deposizione del fanciullo Capelione (ibid., 2537). Nell'iscrizione di L. Fonteia Concordia moglie di Steno Callicrate si dice che cereis calicibus funus duverunt (ibid., 2534). Fra le altre iscrizioni cristiane di C. va ricordata quella d'una Laureutia quae credidit resurrectionem, morta nell'a. 493 (ibid., 2585).

La cattedrale, S. Secondiano (del sec. XII), che ha tre navate divise da 18 colonne riadoperate, è stata deturpata da un restauro alla fine del sec. XIX. Vi si conservano tre epigrammi relativi al restauro del ciborio marmoreo fattovi eseguire al tempo del vescovo Arcadio e del re Liutprando da Gregorio duca di C. Nella sagrestia si conservano 22 corali miniati del sec. XV, provenienti dal monastero di Monte Oliveto Maggiore, paramenti sacri del sec. XIII, un cofanetto in avorio del sec. XV. La chiesa di S. Francesco ha un portale romanico; quella di S. Maria della Morte è del sec. XIII, ma ora rinnovata, e usa come campanile l'adiacente torre medievale.

Gli ipogei etruschi (detti della Scimia, del Colle, del Granduca, della Tassinaia), il materiale archeologico in parte conservato nel locale museo Civico, sono stati illustrati da R. Bianchi Bandinelli, Clusium, in Monumenti antichi dei Lincei, XXX, II (1925).

G. B. De Rossi nel 1880 identificò in C. un pettine di avorio che su tutte e due le facce presenta incise due pecore, da un lato sono volte verso una cattedra velata, dall'altra verso una corona. Insieme col pettine si rinvennero molte monete del sec. IV e alcune lucerne in terra cotta pure del sec. IV (G. B. De Rossi, Pettine adorno di simboli cristiani trovato in C., in Bullett. d'arch. crist., 3ª serie, 6 [1881], pp. 75-85).

Per la storia di P.: V. PAZIENZA.

BIBL.: Per C.: Ughelli, III, pp. 586; F. Liverani, Le catacombe e antichità di C. descritte, Siena 1872; P. Fr. Kehr, Italia Pontificia, III, Berlino 1908, pp. 231-34; Lanzoni, pp. 552-554; M. Giusti e P. Guidi, Rationes decimarum Italiae nei sect. XIII e XIV (Studi e Testi, 98), Città del Vaticano 1942, pp. 157-74. Enrico Josi
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“CHIUSI E PIENZA, DIOCESI DI.” Enciclopedia Cattolica, vol. III (1949), p. 904. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/chiusi-e-pienza-diocesi-di.