COMMODO (M. AURELIUS COMMODUS ANTONIUS), IMPERATORE ROMANO

COMMODO (M. Aurelius Commodus Antonius), imperatore Romano. - N. a Lanuvio il 31 a. 161, m. a Roma il 31 dic. 192. Associato nell'impero fin dal 176 dal padre Marco Aurelio, gli successe nel marzo del 180. Sebbene educato saggiamente e nonostante l'esempio delle virtù paterne, fu un volgare e terribile tiranno riportando sul trono le nefandezze e le crudeltà di Nerone e di Domiziano.

Disprezzava i filosofi e gli studi, amava con passione i giuochi del circo ai quali non disdegnava di partecipare personalmente. Ebbe però il felice intuito di mandare amici fidati e bravi generali a governare le province. Fu un acerbo nemico del senato romano che combatté ostinatamente; ma questi, dopo un tentativo riuscito vano,

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(da J. J. Bernoulli, Die Bildnisse der romische Kaiser und ihrer Angehöriger, II, 5, Stoccarda 1071) Commodo, imperatore romano - Moneta col profilo dell'Imperatore in figura di Ercole.

ebbe ragione del tiranno il quale fu ucciso nel bagno. Fanatico seguace dei misteri orientali, C. non perseguitò
nervosi (esplosioni), coma (v.) più o meno lungo e reversibile. Dai casi più lievi con perdita di coscienza transitoria facilmente riacquistabile, si giunge ai più gravi con respiro superficiale e lento, polso molle con frequenza di 60-40 pulsazioni per minuto e anche meno, intenso pallore, morte senza ripresa di conoscenza.

Se gli effetti della c. c. dileguano, l'infermo può tornare più o meno rapidamente in possesso d'ogni facoltà mentale; a volte rimangono lacune, in particolare nel campo della memoria (amnesie), specialmente del fatto occorso e delle circostanze che l'accompagnarono. Nelle forme gravi, può svilupparsi secondariamente un lento e progressivo indebolimento mentale fino alle forme di demenza traumatica, o permanere modificazioni del carattere (irritabilità, malumore, trascuratezza negli interessi, disamore alla famiglia, ecc.). Il complesso sintomatico della c. c., anatomo-patologicamente, è spiegato da emorragie microscopiche che influenzano le guaine linfatiche dei vasi (Mairet e Durante).

BIBL.: O. Bumke, Trattato di psichiatria, I, Torino 1927; G. Moglie, Manuale di psichiatria, Roma 1946.

Giuseppe de Ninno