Enciclopedia Cattolica vol. IV, 1950 Stampa

CONCILIATORE, IL

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Noto anche come: inglese: the blue sheet; il foglio azzurro

CONCILIATORE, IL. - « Foglio scientifico-letterario », detto « il foglio azzurro » dal colore della carta con cui si pubblicò a Milano bisettimanalmente dal 3 ott. 1818 al 17 nov. 1819. Ne uscirono 118 numeri; due altri rimasero impaginati.

Fu ideato dal gruppo degli amici di L. di Breme (v.), nel 1816, appena la Biblioteca italiana suscitò malumori, e dapprima come foglio di battaglia dal titolo Bersagliere. Allorché al progetto partecipò il gruppo berchetiano, che faceva idealmente capo al Manzoni, poté verificarsi l'avvio verso una pratica attuazione del giornale, sulla base di una « conciliazione » dei collaboratori tra loro e nei riguardi della nostra tradizione letteraria. Promotori morali e finanziari dell'impresa furono il Porro e il Confalonieri; editore il milanese V. Ferrario, che riuscì con astuzia a ottenere dall'Austria il permesso di pubblicazione. Soltanto allora, nel maggio del 1818, ebbe inizio il lavoro comune, e fu steso il programma dal Borsieri.

L'insipienza e l'errato calcolo del governo gli spianarono la strada, e le critiche, le satire e le farse teatrali degli avversari incuriosirono il pubblico. Quando poi il governatore Strassoldo se ne storse, era tardi, e invano egli tartassò di censure e di difficoltà il giornale.

Dopo un più energico richiamo della polizia al Pellico, cessate le pubblicazioni, i « conciliatori » passarono all'azione e si fecero carbonari o cospiratori, e si prepararono al carcere e all'esilio, lasciando al più discreto dei loro amici, al Manzoni, il compito di divenire il poeta immortale dei loro propositi e al Berchet e al Pellico la possibilità di rievocare post res perditas il loro interno affanno. Il C. non ebbe quella diffusione che i collaboratori speravano: a ca. 250 arrivavano a stento gli associati; ma la qualità suppliva alla quantità e pertanto la funzione storica del giornale fu grande: quella piccola aristocrazia di una ventina appena di persone (che si nascondeva per lo più con sigle e pseudonimi) si riconobbe unanime nel voler rivolgere l'attenzione ovunque qualcosa di utile, di nuovo, di interessante per l'Italia si avvertisse nel mondo, e l'opera migliore del giornale si esercitò proprio nel campo delle lettere.

Non si riesce a intendere la presa di posizione del romanticismo lombardo del 1816 senza gli sviluppi che di quelle prime polemiche i medesimi scrittori fecero nel C., soprattutto il Berchet, il Visconti, il Pellico e il Borsieri; né s'intende l'ulteriore chiarimento manzoniano sino al 1823 senza quegli sviluppi dei « conciliatori », come testificò il Manzoni stesso al Fauriel.

La tanto invocata « modernità » della poesia consisteva infatti nel suo vigoroso senso del concreto, nella sua « storicità »; e pertanto i « conciliatori » si sentivano sinceramente continuatori e degli entusiasmi secenteschi e delle geniali intuizioni critiche del Vico e dei compilatori del Caffè giù sino al Parini, all'Alfieri e al Foscolo, anche se quelle tradizioni investivano d'un più vasto respiro spiritualistico e idealistico, secondo le esigenze dei tempi. Il loro sforzo di liberare gli intellettuali da ogni scoria pedantesca e dai residuati naturalistici del neoclassicismo preromantico, si fonde con la più consapevole aspirazione a una letteratura nazionale in gara con le altre letterature europee.

Bibliografia10 opere
BIBL.: C. Cantù, Il C. e i carbonari, Milano 1878; E. Clerici, Il C. (Annali della Sc. Norm. sup. di Pisa, 17), Pisa 1903; E. Bellorini, Il C., in Nuova antologia, 193 (1904), p. 148 se.; id., Il «C.» e la censura austriaca, in Scritti vari di erudizione e di critica in onore di Rodolfo Renier, Torino 1912, pp. 289-97; B. Sanvisenti, L'atto di nascita del C., in Arch. stor. lombardo, 6ª serie, 54 (1927, 1), pp. 400-23; E. Li Gotti, La poetica del C., in Nuova Italia, 2-3 (1933), pp. 47-53, 81-85; L. Marchetti, L'Indice del C., in Rass. stor. del Risorg. ital., 24 (1937), pp. 591-618; A. Monti, La raccolta completa del «C.», in Figure e caratteri del Risorgimento, Torino 1939, pp. 45-51; E. Li Gotti, Saggi, Firenze 1941, pp. 139 segg; W. Serena, L'opera letteraria del C., Treviso 1948. Tutto il C. si ripubblica con note a cura di V. Branca in 2 voll. della biblioteca Nazionale del Le Monnier (Firenze 1948).

Ettore Li Gotti

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Di Ettore Li Gotti

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. IV (1950), coll. 166–167.

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Li, Gotti Ettore. “Conciliatore, il.” In Enciclopedia Cattolica, vol. IV, coll. 166–167. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1950. https://azioneromana.com/it/article/conciliatore-il.

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Li, Gotti Ettore. “Conciliatore, il.” Enciclopedia Cattolica, vol. IV, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1950, coll. 166–167. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/conciliatore-il.

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