CONCISTORIO (CONCISTORIO)

CONCISTORIO (CONCISTORIO). - Per i protestanti il c. (di rado lo chiamano concistoro) ha molteplici forme e significati. Per Calvino (1509-64) a Ginevra il c. fu il grande mezzo per dominare la città. Era composto di 12 anziani, dei quali, se non legalmente, almeno praticamente, Calvino era il capo. Rientrava nella sua competenza il giudicare della disciplina religiosa e morale dei cittadini, e per questo investigava, ammoniva, scomunicava i trasgressori, e, se ciò non bastava, li denunziava ai magistrati. E poiché i magistrati o l'autorità civile, nella dottrina di Calvino, dovevano governare la città secondo la legge di Dio, e praticamente l'interpretare unico della legge divina era Calvino; così egli, all'ombra del c., era il capo assoluto della città.

Tra i luterani vi sono varie classi di consigli e tribunali, chiamati c. Per mezzo di essi i principi tedeschi governarono la Chiesa dei loro Stati. Nella Chiesa evangelica di Prussia che il re Federico Guglielmo III (1797-1840) formò unendo i luterani ed i riformati dei suoi Stati, vi fu, dopo il 1851, un c. supremo, formato da luterani e riformati. Nelle Chiese riformate (eccezione fatta per le presbiteriane), le singole congregazioni locali sono governate da un c., composto del pastore del luogo, di anziani e di diaconi: al pastore ed agli anziani spetta di vigilare sugli interessi spirituali, ai diaconi di amministrare i beni e le opere di carità. Nella «Chiesa nazionale d'Italia protestante-presbiteriana», organizzata nel 1929, si dà il nome di «c. supremo» alla giunta o consiglio che deve governare la Chiesa.

Bibl.: Ph. Schaff - J. J. Herzog, Encyc. of Christ. Knochel, I, Nuova York 1891, p. 543; G. Goyau, Une vieille Eglise, 2 voll., Parigi 1910; E. O. Watson, Year Book of the Churches, 1923-25, Nuova York 1923; R. N. Carew Hunt, Calvero, trad. II. di A. Prospero, Bari 1939.