CONGREGATIONALISMO inglese. Quattro anni prima della spedizione dei «padri pellegrini», cioè nel 1616, Enrico Jacob, amico del Robinson dall'Olanda ritornato in Inghilterra, vi aveva fondata occultamente una Chiesa congregazionale. Dopo se ne stabilirono alcune altre, sempre occultamente; ma solamente al tempo di Oliviero Cromwell (v. 1647-58) ebbero un po' di respiro, anzi potevano formulare una dichiarazione dei loro principi e delle loro dottrine, che presentarono al governo poco dopo la morte del Cromwell. È la famosa Dichiarazione di Savoy, così chiamata dal palazzo nel quale si riunirono. Questa Dichiarazione che è ancora considerata carta fondamentale, vuole l'indipendenza assoluta delle Chiese locali o congregazioni, dichiara che l'autorità civile non può immiscarsi nelle questioni religiose, riconosce come ministri del culto solamente coloro che le singole Chiese locali abbiano scelto, chiede la tolleranza religiosa, ecc. Quando nel 1660 fu riabilitata la monarchia e con essa la Chiesa ufficiale, i c. furono di nuovo perseguitati, ma dopo la rivoluzione del 1688 fu concessa loro piena libertà. L'estremo individualismo delle Chiese locali causò alcuni inconvenienti, per ovviare ai quali si fece ricorso alla formazione di unioni parziali delle Chiese più vicine, e nel 1833 a una più generale, la Congregational Union of England and Wales. Però
