CONGREGAZIONE DI S. PAOLO

CONGREGAZIONE DI S. PAOLO - Casa generalizia - Roma.

Arona, ben presto abbandonata. Vennero poi quasi contemporaneamente esternati per i nobili a Milano ed in altre città, per i quali il Capitolo generale del 1662 decretava la compilazione delle Regulae (Externarum scholorum disciplina, del p. Gorino, Milano 1665). Maggiore resistenza, e non mai del tutto spenta, incontrarono i convitti fino al 1689 quando fu concesso un esperimento triennale, poi confermato, a Montargis, seguito

nel 1723 dal collegio dei Nobili a Milano ed in seguito da altri.

Nel '700 i Barnabiti sono anche tra gl'infedeli. Cinque padri, tra i quaranta offertisi alla richiesta di Clemente XI (1715) per accompagnare mons. Mezzabarba nella legazione all'imperatore di Cina per la questione dei riti cinesi; fallita quella missione, preferirono, piuttosto che lasciare il campo, disperdersi per esso: p. Cesati in Cocincina, p. D'Alessandri nel Tonchino, p. Rasini a Canton, p. Ferrari a Pechino, filosofo alla corte imperiale, e p. Calchi nei regni di Ava e Pegù, in Birmania, che Benedetto XIV nel 1740 affidò definitivamente ai Barnabiti. E fu una meravigliosa pagina di storia, scritta per quasi un secolo (fino al 1832) dal sangue e dal sudore di un pugno di eroici sacerdoti e studiosi di lingue e di scienze naturali. Fu pure, il '700, il secolo di maggiore splendore letterario.

Sulla fine del secolo e nel primo '800 i Barnabiti seguirono la sorte degli altri istituti religiosi. Con la soppressione napoleonica del 1810, non rimane che S. Alessandro di Milano. Per l'opera dei padri, poi cardinali, Fontana e Lambruschini, l'Ordine si ristabiliva a Roma (1814); nel 1825, ad iniziativa del p. Mantegazza, e per generosità del conte Andreani e del marchese Arconati Visconti, venivano riscattati dal fisco S. Barnaba e il Carrobiolo. Degne di particolare menzione nell'800 l'opera dei pp. Redolfi e Villoresi per gli oratori, e dell'Apostolato della Preghiera introdotto in Italia dal p. Maresca e diretto per 50 anni, sino al 1916 dai Barnabiti, con le riviste Il Messaggero e Il Devoto. Il ripristino in Francia, nel 1857, si riallaccia all'opera del p. Schouvaloff, ereditata dal p. Tondini, per la conversione della Russia, e dei pp. Moro, Tondini e Almerici per le missioni in Svezia e in Norvegia (1864-80). La nuova espulsione per le

leggi Waldeck-Rousseau (1901) aprì la via alle fondazioni nel Belgio e nel Brasile. Attualmente l'Ordine ha case in Italia, Francia, Belgio, Brasile, Cile, Argentina, divise in province, a cui vanno aggiunte la missione del Guamà (Alto Brasile) e la Cappellania della legazione italiana di Kâbul (Afganistan). Esso attende al sacro ministero in parrocchie e santuari, ma specialmente all'educazione della gioventù in oratori, associazioni di Azione Cattolica, convitti ed esternati (Alla Querce di Firenze, S. Luigi di Bologna, Carlo Alberto di Moncalieri, B. Bianchi di Napoli, ecc.).

Molti furono i religiosi illustri per santità: s. Antonio M. Zaccaria, s. Alessandro Sauli, b. Francesco Saverio Bianchi (v.); venn. Castelli e Canale; i confondatori, Bascapè, Dossena, Pagni, Recrosio, Redolfi, ecc.; per dignità ecclesiastiche: i cardd. Gerdil, Fontana, Lambruschini, Bilio ed altri; i vescovi: C. Bascapè, «il s. Carlo di Novara», Guérin, amico e successore di s. Francesco di Sales, Giarda, martire dell'ubbidienza al papa, Nerini, martire della castità in Birmania, Recrosio, apostolo di Nizza, insieme a molti altri; per incarichi diplomatici: Boerio, Mazenta, Corona, Paravicini, Pentorio, Asinari, Gorini, Boldoni, Rossi, Gattinara, Grandi; per scienze, lettere ed arte: Bellarini, Venerio, Rossignoli, Rotario, Giribaldi, Gerdil, Semeria, Canale, Griffini, Quadrupani, Teppa, scrittori di ascetica; Corio e Vercellone, biblisti; Tornielli, storico, e Gavanto, liturgista, in memoria del quale, per privilegio pontificio, un barnabita siede di diritto tra i consultori della S. Congregazione dei Riti: Baranzano, Pini, Gerdil, filosofi; Asquini, Caronni, Ungarelli, Bruzza, archeologi; De Regis, Frisi, Mariano Fontana, Configliacchi, Cavalleri, Denza, Bertelli, fisico-matematici; Rosasco, Corticelli, Branda, Venturini, Notari, Niceron, Boffito, letterati e bibliografi; Sacchi, musico; Mazenta e Binago, architetti.

Lo stemma dei Barnabiti è di tre monti sormontati da una croce affiancata dalle iniziali di Paolo Apostolo con sottostante, a volte, la spada e la palma intrecciate e il motto paolino: An gladius? Archivi principali sono a Milano, S. Barnaba (Casa madre) e a Roma, S. Carlo ai Catinari. In quest'ultimo è la raccolta iconografica nei due Atlanti massimi raccolti dal p. Vercellone. - Vedi tav. XIV.

BIBL.: O. Premoli, Storia dei Barnabiti, 3 voll., Roma 1913-25; G. Boffito, Scrittori barnabiti (biografia, bibliografia, iconografia), Firenze 1932-37; L. Levati, Menologio dei Barnabiti, Genova 1932-1938; I Barnabiti al IV Centenario della fondazione, ivi 1933; Le scuole dei Barnabiti, 1933-1933, numero speciale della rivista intercollegiale Vita Nostra, Firenze 1933; Eco dei Barnabiti. Studi, rivista semestrale, Roma (dal 1934). Virginio M. Colciago
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“CONGREGAZIONE DI S. PAOLO.” Enciclopedia Cattolica, vol. IV (1950), p. 190. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/congregazione-di-s-paolo.