COSROE (Husraw) II, IMPERATORE PERSIANO. - Detto il Vincitore. Regnò dal 590 al 628. Negli inizi del suo regno, sia per la sua amicizia verso l'imperatore Maurizio sia per l'influenza delle sue mogli cristiane, fu piuttosto benevolo verso i cristiani. Nel 596 fece eleggere a katholikòs Sabrišò, il quale godette sempre del favore imperiale e perfino accompagnò C. nelle prime campagne contro i Bizantini. Morto Sabrišò, C. dette ordine di eleggere a suo successore un certo Gregorio (605), il quale pareva idoneo a mettere fine alle discordie fra nestoriani e monofisiti, questi ultimi facenti capo a Hënânà. Per volontà di C., la sede di Seleucia-Ctesifonte rimase vacante dalla morte di Gregorio (609) fino alla sua propria. Ogni fazione organizzò allora la sua propria gerarchia.
C. dichiarò nel 604 la guerra all'usurpatore Foca con il pretesto di vendicare Maurizio. Occupata Dara, C. conquistò facilmente la Mesopotamia, la Siria e la Palestina. Nonostante la morte di Foca e l'avvento al trono di Eraclio, C. proseguì la lotta. Nel 611 occupò Cesarea di Cappadocia e durante l'estate del 614 penetrò a Gerusalemme, che fu barbaramente devastata. Particolarmente sensibile fu l'incendio della basilica del S. Sepolcro e il rapimento della vera Croce, asportata in seguito nella Persia insieme ad un immenso bottino di arredi sacri. L'orafo imperiale, il cristiano Jazdàn, salvò dalla distruzione la Croce. Fin qui C. non perseguitò i cristiani. Quando però nel 627 e 628 ERACLIANO (v.) vincitore penetrò nella Persia, C. molestò sia i monofisiti che i nestoriani. Jazdàn fu seviziato e ucciso per ordine di C. Fu il segnale della rivolta capeggiata dal figlio di C. Sëròe. C. deposto, fu a sua volta ucciso da uno dei figli di Jazdàn.