COSSA (COSCIA), BALDASSARE, ANTIPAPA

COSSA (COSCIA), BALDASSARE, ANTIPAPA. - Di nobile famiglia napoletana. Sulla sua gioventù si difuseva leggende ostili; si sa di certo che fu famigliare del card. Pietro Tomacelli; quando questi fu creato papa con il nome di Bonifacio IX (1389), il C. diventò cubiculario, e non ebbe scrupolo nell'uso dei mezzi per far denari; e per denaro sarebbe riuscito a farsi creare cardinale diacono di S. Eustachio il 27 febbr. 1402. Tenne il governo di Bologna come legato ed il 26 giugno 1409 fu fra gli elettori di Alessandro V (v.), dell'obbedienza di Pisa.

Si diede premura di condurre l'elettore a Bologna dove questi morì; ed il 17 maggio 1410 in quella città il C. fu eletto a succedergli con il nome di Giovanni XXIII. Essendo riuscito a far pace con Ladislao re di Napoli, poté radunare durante il 1413 un concilio a Roma, com'era stato stabilito a Pisa nel 1410, e vi condannò i libri di Wicel. Ma costretto a lasciare la città, riparò nell'Italia settentrionale, e dietro le istanze di Sigismondo, re di Germania, indisse il 3 ott. il Concilio di Costanza per il 10 nov. 1414. Vi si trovò infatti per il giorno fissato, sperando di avere ragione sui suoi due avversari: Gregorio XII,

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il papa legittimo, e Benedetto XIII, il papa di Avignone. Accortosi che male voci circolavano contro di lui a Costanza, profittando di un torneo solenne lasciò di nascosto la città il 20 marzo 1415 con l'occulto favore di Federico duca di Tirolo. Egli sperava che il Concilio si sarebbe sciolto; ma re Sigismondo ch'era presente riuscì a farlo continuare per provvedere alla cessazione dello scisma ed alla riforma della Chiesa. Il Concilio infatti sancì la propria autorità e nel maggio citò Giovanni a comparire. Questi che da Sciaffusa, dove s'era rifugiato, era passato a Laufenburg, poi a Friburgo e a Breisach, abbandonato dal duca di Tirolo, si sottomise, fu imprigionato a Radolfzell; ed il 29 maggio fu deposto, dopo un breve processo «come simoniaco, dissipatore dei beni ecclesiastici, amministratore infedele della Chiesa tanto nello spirituale che nel temporale». In quello stesso concilio ch'egli aveva radunato, Giovanni ratificò tale sentenza senza fare alcuna opposizione. Egli rimase prigioniero sotto severa custodia e la sorveglianza di Lodovico di Baviera nel castello di Hausen. Riconobbe poi nel 1415 come vero papa Martino V; questi a sua volta lo nominò cardinale vescovo di Tuscolo (1419). Il C. morì a Firenze il 22 nov. 1419 e fu sepolto nel battistero della città, dove gli fu eretto un monumento sepolcrale per ordine di Cosimo de' Medici da Michelozzo e da Donatello.

BIBL.: Hefele-Leclercq, VII, p. 80 sgg.; L. Salembier, Le grand schisme d'Occident, Parigi 1902, p. 275 sgg.; G. Mollat, Jean XXIII, in DTHC, VIII (1924), coll. 641-44. Il processo contro il C. a Costanza si ha in H. Finke, Acta Concilii Constantiniis, II-III, Münster 1928. Pio Paschini