CRISTIANO, archiv. di MAGONZA - Il monaco Federico offre un libro all'arcivescovo C. Pontificale di Magonza (1167-83). Parigi, biblioteca Nazionale, ms. lat. 946, fol. 127.
fu ambasciatore a Costantinopoli. Tornato in Italia non riuscì ad alicare all'imperatore Genova e la Toscana; migliore sorte ebbe nelle Romagne, all'infuori di Ancona. Aiutato dai Veneziani, la cinse di duro assedio, però senza successo (apr.-ott. 1173). Impegnato nell'Italia centrale, non poté accorrere in aiuto del Barbarossa a Legnano. Allora consigliò l'imperatore a far pace con Alessandro III, e guidò ad Anagni gli ambasciatori mandati a trattarla (1176). L'anno dopo, a Venezia, abiurò lo scisma e fu assolto dalla scomunica. Rimasto nell'Italia centrale per tutelarvi la politica imperiale, si diede a riconciliare con Alessandro III i superstiti scismatici e costrinse l'antipapa Callisto III a chiedere perdono. Partecipò al III Concilio Lateranense del 1179. Fatto prigioniero dai suoi nemici (sett. 1179), comprò la libertà con grosso riscatto e la promessa di abbandonare l'Italia (1180), che poi non eseguì. Invocato da Lucio III contro i Romani in guerra con la cittadina papale di Tuscolo, vi morì di febbre il 25 ag. 1183.