CROSTAROSA, MARIA CELESTE, VENERABILE

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CROSTAROSA, MARIA CELESTE, venerabile. - Mistica, n. a Napoli il 31 ott. 1696, m. a Foggia il 14 sett. 1755. Ventenne entrò nel Carmelo di Marigliano, indi passò nel 1724 tra le Visitandine di Scala presso Amalfi, dove le fu rivelato l'istituto del S.mo Salvatore. Per opera della C., sorretta da s. Alfonso e da mons. Falcoia, il conservatorio di s. Francesco di Sales adottò poi la nuova regola del S.mo Salvatore. Vittima d'incomprensione altrui, uscita di qui nel 1733, si recò a Pareti di Nocera per riformare un conservatorio femminile decaduto, e dopo un tentativo di vita claustrale a Roccapiemonte raggiunse nel 1738 Foggia, dove fondò il monastero del S.mo Salvatore e dove morì. La causa di beatificazione fu introdotta nel 1901.

Ebbe carismi paragonabili a quelli di s. Gertrude; benché illetterata compose una decina di opere, frutto delle sue contemplazioni: principali tra queste l'Autobiografia, i Trattamenti dell'anima con lo sposo Gesù, l'Esercizio di amore di Dio per tutti li giorni dell'anno, le Distinzioni di molti gradi di orazione; numerose Canzoni e spirituali e morali, tra cui notevoli per audacia di soggetto e freschezza di sentimento la Tarantella al dolcissimo nome di Gesù e il Dialogo tra Gesù e un'anima zingarella.

A base della sua spiritualità, la C. pone il mistero del Verbo Incarnato, affermando che la contemplazione dell'umanità di Cristo conduce alla conoscenza della Divinità. La forma può sembrare scadente, ma il linguaggio teologico è esatto.

Bibl.: Arch. della Postulazione dei Redentoristi, Autobiografia e altri scritti; Arch. della Badia di Cava, Codice cartaceo N. 22 Cancelleria; J. Favre, La vénéréable soeur M. Céleste C., 2a ed., Parigi 1936. Oreste Gregorio