CROSTA, CLINO. - Teologo, n. a Consiglio Rumo (Como) nel 1860, m. a Como nel 1936.
Studioso profondo, si rese particolarmente noto come uno dei più strenui sostenitori, in Italia, della definibilità come dogma di fede dell'assunzione corporea in cielo della B. V. Allo scopo di illustrare e difendere questa verità, curò per molti anni l'edizione di un periodico mensile, L'Assunta, e pubblicò un volume, L'Assunta nell'odierna teologia cattolica (3ª ed., Milano 1930). Lasciò un pregevole corso di teologia dommatica per i seminari: Theologia dogmatica in usum scholarum ad quadriennium accommodata (3ª ed., Gallarate 1932). Scrisse altri opuscoli di soda cultura teologica, a scopo divulgativo.
Clemente Gaddi
del S.mo Salvatore. Per opera della C., sorretta da s. Alfonso e da mons. Falcoia, il conservatorio di s. Francesco di Sales adottò poi la nuova regola del S.mo Salvatore. Vittima d'incomprensione altrui, uscita di qui nel 1733, si recò a Pareti di Nocera per riformare un conservatorio femminile decaduto, e dopo un tentativo di vita claustrale a Roccapiemonte raggiunse nel 1738 Foggia, dove fondò il monastero del S.mo Salvatore e dove morì. La causa di beatificazione fu introdotta nel 1901.
Ebbe carismi paragonabili a quelli di s. Gertrude; benché illetterata compose una decina di opere, frutto delle sue contemplazioni: principali tra queste l'Autobiografia, i Trattenimenti dell'anima con lo sposo Gesù, l'Esercizio di amore di Dio per tutti li giorni dell'anno, le Distinzioni di molti gradi di orazione; numerose Canzoncine spirituali e morali, tra cui notevoli per audacia di soggetto e freschezza di sentimento la Tarantella al dolcissimo nome di Gesù e il Dialogo tra Gesù e un'anima zingarella.
A base della sua spiritualità, la C. pone il mistero del Verbo Incarnato, affermando che la contemplazione dell'umanità di Cristo conduce alla conoscenza della Divinità. La forma può sembrare scadente, ma il linguaggio teologico è esatto.