D'ANNIBALE, GIUSEPPE

D'ANNIBALE, Giuseppe. - Cardinale, tra i maggiori moralisti del secolo scorso, n. a Borbona (L'Aquila) il 22 sett. 1815, m. ivi il 17 luglio 1892. Compì gli studi nel seminario di Rieti, e, ordinato sacerdote nel 1839, fu inviato come coadiutore del parroco al paese natio dove, salvo una breve parentesi di insegnamento di teologia dogmatica nel seminario, rimase fino al 1851, quando tornò in seminario professore di teologia morale. Vicario capitolare (1866-1872), indi vicario generale (1872-81), fu eletto vescovo titolare di Caristo il 1° ag. 1882, e lasciò Rieti per assumere nell'Urbe l'uffizio di canonista della S. Penitenzieria. Consultore (25 apr. 1883) e poi assessore (14 marzo 1884) del S. Uffizio e canonico di S. Pietro, fu nel 1889 creato cardinale e poco dopo (maggio del 1889) nominato prefetto della S. Congregazione delle Indulgenze.

Ingegno sottile e profondo, stampò a Rieti il suo primo lavoro *In const. «Apostolicae Sedis» commentarii* (1873) che fu una rivelazione per l'erudizione e l'esattezza della dottrina, non che per la concisione dell'espressione, dote caratteristica del D'A. L'opera di poca mole e di gravissimo peso» (Civ. Catt., 8a serie, 1873, III, p. 384) ebbe altre edizioni (1874, 1880) vivente l'auto e parecchie postume. Furono pure stampate le sue dote conferenze al clero reatino degli anni 1878, 1879, 1880. Ma la sua opera «principale» è la *Summula theologiae moralis*, intorno alla quale lavorò 20 anni, ricopiando il manoscritto per 12 volte senza esserne tuttavia contento, quando la diede alle stampe: I (Rieti 1874), II (ivi 1875), III (ivi 1876).

La 3a ed. fu dedicata a Leone XIII nel suo anno giubilare e all'ultima (Roma 1908) fu anche aggiunto un *Suplementum* (ivi 1909) per opera di D. Mannaioli, vescovo di Montefiascone e già professore di teologia morale nel seminario romano. Purtroppo è mancato a tutt'oggi chi abbia saputo adattare il libro al nuovo CIC ed ai nuovi codici di diritto civile.

L'importanza dell'opera del D'A. è data soprattutto dall'aver egli portato negli studi di morale e di diritto canonico la poderosa formazione civilista, che aveva iniziato sotto la guida di un maestro autentico, D. Carlo Latini di Rieti, ed aveva perfezionato nel dibattito per i beni paterni, maturandoli poi in 30 anni di cattedra. Quattro dotti di Ballerini riscontrava nell'opera del D'A., recensendola in occasione della 1a ed. su *La Civiltà Cattolica*: ordine (favorito dal suo metodo sintetico, che va dal generale al particolare, dai principi alle conclusioni), precisione, brevità, chiarezza. Nelle sentenze rotali emesse dal 1909 ad oggi non c'è forse teologo o canonista più citato e tranne alcune posizioni oggi abbandonate (il suo *systema possessioni*), la liceità dell'embriotomia, ecc.) egli è tuttora uno dei maestri più studiati e seguiti nel campo della teologia morale.

BIBL.: P. De Sanctis, *Biografia del card. G. D'A.*, Roma 1895; T. Ortolan, *Annibale, Giuseppe d',* in D'ThC, III, coll. 390-393; S. Romani, *Il card. D'A. moralista e giurista del sec. XIX*, in *Rassegna di morale e diritto*, 1 (1935), pp. 456-75. Pietro Palazzini.