CULTO POPO-LARE

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CULTO POPO-LARE. - I. fu un religioso di esimia santità di vita, informata ad un rigido ascetismo con forti espressioni di alto e infuocato misticismo, evidentissimo negli scritti. Santo o « beato », nel senso tecnico della parola, fu considerato dagli storici e dal popolo, che lo ha venerato con atti di culto, mentre il suo nome fu inserito nel Martiro-loggio francescano. Sepolto nella chiesa delle Clarisse di Montecristo presso Todi, nel 1433 le sue ossa furono trasferite nella cripta di S. Fortunato, dove nel 1596 il vescovo Angelo Cesi le ricompose in più onorato sepolcro, decorandolo di bella iscrizione.

Però il culto di I. non è stato ancora confermato dalla Chiesa, nonostante i tentativi fatti in questo senso a Todi dal Consiglio municipale nel 1628 e dal Capitolo della cattedrale nel 1676. Nel 1868 e 1869 la Postulazione dei Frati Minori ha riaperto la causa e raccolto i documenti comprovanti questo culto reso ab immemorabili, che si è manifestato anche nell'iconografia con qualche miniatura, con l'effigie sulla tomba e un'altra presso ad essa insieme ad altri santi, e specialmente con il celebre affresco cinquecentesco della cattedrale di Prato. Alla conferma definitiva sembrano opporsi certi atteggiamenti di I. nei riguardi di Bonifacio VIII e le note intemperanze poetiche relative allo stesso Pontefice.

BIBL.: Martyrologium franciscanum, 2ª ed., Parigi 1653, p. 628 seg.; L. Oliger, Dove è morto il b. J. da T., in La voce di s. Antonio, 11 (1907), pp. 343-48; cf. inoltre, Acta Ord. FF. Min., 50 (1931), p. 50.