DANEL (Dàn'él). - Personaggio orientale, menzionato in Ez. 14, 14-20, per dimostrare l'inesorabilità del giudizio di Dio contro una terra infedele nonostante una ipotetica presenza di Noè, D. e Giobbe, cioè dei più grandi giusti (e quindi intercessi).
sori) della terra; poi in Ez. 28, 3 per commisurare la pretesa onniscienza divina del nāgthdh («principe») di Tiro Ithobaal III.
Dai due passi si deduce che D. doveva essere un personaggio storico, padre di figli e figlie, vissuto dopo Noè, ma prima di Giobbe, probabilmente al tempo dei patriarchi, famoso fra i Fenici ed i popoli del vicino Oriente, non ebreo, dotato di virtù tali da non sfuggire in confronto a quelle di Noè e di Giobbe, e di una sapienza divenuta proverbiale.
Una tradizione molto antica giudaico-cristiana lo confuse con il profeta Daniele per la somiglianza del nome (i Masoreti in Ez. 14, 14-20 e 28,3 propongono Dānī'el invece di Dān'ēl del testo attuale) e della sapienza e per l'ignoranza di altri D. famosi dell'antichità.
La leggenda ugaritica di D. (o di Aqhat), riesumata a Rās Šamrah, descrive un personaggio di nome Dn del Mt Rpe e Gzr Mt Hrnmj nell'atto di amministrare la giustizia: «Ecco qui Dn Mt - Rpe / Ecco là Gzr Mt - Hrnmj! / Egli si alza (poi) si siede davanti alla porta, / sotto gli alberi magnifici che (sono) presso dell'aia, / e là giudica il processo della vedova e stabilisce il diritto dell'orfanello» (I D 19b - 25 a).
In II D 6, 45 la dca 'Anat lo designa: «Il più sapiente (o la sapienza) degli uomini». La sapienza, la rettitudine di questo D. è la sua notorietà tra i Fenici indussero Dussaud, Albright, Virolleaud ecc. ad identificarlo con il D. di Ezechiele. C. Barton invece avvicina D. a Zabulon capostipite degli Zabuloniti; Dhomre a Dan capostipite dei Daniti; H. Stocks fa discendere il D. di Ezechiele, quello del libro canonico di Daniele e degli apocrifi di Enoch e dei Giubilei da un'unica tradizione. I razionalisti considerano Daniele profeta una derivazione letteraria da D., divenuto già leggendario in Ezechiele. Le ipotesi di Barton, di Dhomre, di H. Stocks e dei razionalisti non hanno solido fondamento. Si può (o si deve) escludere l'indentificazione di D. con il profeta Daniele. Tra il D. di Ezechiele e quello ugaritico esistono evidenti somiglianze, però, non possedendo una versione sicura della leggenda ugaritica di D. e difettando di altri dati di controllo, non sembra prudente per ora concludere con tutta sicurezza all'identificazione dei due personaggi. Ezechiele quindi rimane l'unica fonte sicura intorno a D.
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