DAR-ERENZIO, NICOLA. - Musicista, n. a Napoli il 22 dic. 1842, m. 181 il 25 apr. 1915.
Dal 1875 al 1904 insegnò al conservatorio di S. Pietro a Maiella. Compose numerose opere e musica orchestrale, oltre uno Stabat Mater a 5 voci con coro e archi, che ha partito molto interessanti; un Miserere a 5 voci; Cristo sulla Croce, per soli coro e orchestra. Scrisse opere didattiche fra cui l'Introduzione del sistema tetracordale nella musica moderna (Milano 1878), nonché studi e saggi.
Gerusalemme: le difficoltà sorte contro l'impresa, a motivo dell'ostilità dei samaritani, furono superate in seguito al rinvenimento del decreto di Ciro, che consentiva ai Giudei di ricostruire il loro Tempio (Esd. 6, 3 sgg.). Anche D. si pronunziò in senso favorevole alla prosecuzione dei lavori e fece anzi inviare un suo contributo, sia per la costruzione in corso, sia per il culto (Esd. 6, 8-10).
D. II noto (424-405 a. C.). - Figlio illegittimo (N6b0c) di Artesere I (465-424), a cui successe sul trono di Persia, dopo i fratelli Serse II (424: 1 mese) e Sogdiano (6 mesi). Uomo debole, lasciò arbitra degli affari del regno l'ambiziosissima e intrigante moglie Parisiade che lavorò specialmente allo scopo di far giungere al trono il figlio minore Ciro.
Sono datati da anni del regno di D. II i più importanti dei papiri della guarnigione giudaica, per conto della Persia, stanziata a Elefantina (v.) e la metà circa delle tavolette cuneiformi, in cui è documentata l'attività della grande casa commerciale dei Giudei «figli di Murašu», con sede a Nippur.
D. III codomano (335-330). - Ultimo re di Persia, sul cui trono era stato messo dal potente eunuco Bagosa. Pare che non fosse privo di capacità: ma le mutate condizioni storiche resero inefficaci i suoi tentativi di difendere contro l'aggressione di Alessandro il Macedone il vecchio impero, che in una rapida serie di sconfitte fu sottomesso. D. III fu ucciso dal suo satrapo Besso, mentre l'esercito invasore dilagava nel cuore della Persia. Nella Bibbia è menzionato appunto come ultimo «re dei Persiani e dei Medi» (I Mach. 1,1).