DARRWIN, CHARLES ROBERT. - Naturalista e teorico della biologia inglese, n. a Shrewsbury il 12 febbr. 1809, m. a Down il 19 apr. 1882.
Un viaggio, che durò dal 1831 al 1836, decise della carriera del D., al quale alcuni fenomeni, osservati spe- cialmente nell'America del sud, suggerirono il primo nucleo della teoria; ritornato, redasse il giornale di viaggio, che ora è noto come Viaggio di un natura- lista attorno al mondo (Londra 1839-45), e elaborò le sue note di zoologia e di sto- ria naturale.
Nel 1842 si stabilì a Down nel Kent, dove attese a compor- re una serie di opere fra le quali si segna- lano le Osservazioni geologiche, con la cele- bre teoria sull'origine degli attoli, e il lavo- ro sui cirripedi. Men- tre raccoglieva i ma- teriali sulla variazio- ne degli animali e del- le piante allo stato domestico, ricevette un lavoro manoscrit- to di Wallace sulla tendenza della specie a formare varietà e
sulla «selezione naturale», nel quale questo naturalista arri- vava a conclusioni analoghe a quelle che egli aveva alcuni anni prima comunicate agli amici, ma non pubblicate. Wallace sottoponeva il suo saggio al giudizio del Lyell e del D., e questi, colpito dalla «sorprendente coincidenza» (16 giugno 1858), acconsentì che nel luglio del 1858 Lyell e Hooker presentassero alla Linnean Society i due riassunti, quello del suo saggio inedito del 1842, ora ricordato, e quello che Wallace gli aveva allora in- viato dalla Malesia. L'anno dopo (Londra 1859) vide la luce l'Origine della specie per selezione naturale, opera che ebbe 6 edizioni in Inghilterra fino alla morte del- l'autore, e che fece di lui il più popolare naturalista dell'Ottocento.
Seguirono altre due sullo stesso argomento, la Va- riazione degli animali e piante per effetto dell'addomestica- mento (ivi 1868) e l'Origine dell'uomo e selezione in relazione al sesso (ivi 1871). Ma altre ne pubblicò nel frattempo e dopo, nelle quali il naturalista sopravvanzava il teorico, sulla fecondazione delle orchidee, sulle piante insetivore, sulla fecondazione incrociata nelle piante, sulla forma- zione della terra vegetale per l'azione dei lombrici, opere nelle quali il talento dell'autore e l'importanza delle osservazioni restano pur sempre inferiori all'audacia del teorico delle opere precedenti.
Morto a Down, dove risiedeva da 40 anni, il D. fu sepolto a Londra, nell'abbazia di Westminster.
Dal punto di vista religioso e filosofico, il D. allontanò a poco a poco dalla religiosità della sua giovinezza, arrivò al dubbio radicale, fluttuando fra un larvato deismo e l'agnosticismo. Se anche nell'edi- zione definitiva dell'Origine della specie si parla del Creatore delle «prime» o della «prima» forma vi- vente, ciò dimostra soltanto che il D. opinava che
l'evoluzionismo fosse compatibile con la credenza in Dio: «le mie vedute non sono necessariamente atte. Certamente il D. riconosceva che il «caso» non spiega il mondo, e inclinava ad ammettere un Creatore, ma la forza delle conclusioni era indebolita da un dubbio perfettamente logico in un evoluzionista: «se le convinzioni di una mente umana sviluppatasi da quella degli animali inferiori son di qualche valore o del tutto degno di fiducia».