A Norimberga subì da studente l'influsso dei suoi maestri Hegel e Schelling. Continuò poi gli studi a Lipsia, ove abbandonò la teologia per la filosofia. Tornato a Norimberga, vi insegnò dal 1822 al collegio, dal 1827 al ginnasio. Per malattia e dissidi col rettore si ritirò nel 1830 per dedicarsi unicamente alla poesia ed allo studio, specialmente della filosofia e della storia delle religioni. Dopo aver tentato una conciliazione del panteismo col tesimo (Andeutung eines Systemes spekulativer Philosophie, Norimberga 1831), cercò di ideare una nuova religione dell'avvenire (Züge einer neuen Philosophie der Religion und Religionsgeschichte, 1835; Die Religion des neuen Weltalters, 3 voll., Amburgo 1850). Nel 1858 si convertì al cattolicesimo che aveva prima combattuto.
D. lasciò molte opere, sia di carattere religioso-filosofico, sia di carattere poetico. Tra le prime meritano speciale menzione : Philosophie, Religion und Altertum (2 voll., Norimberga 1833); Die Geheimnisse des christlichen Altertums (1846 [all'Indice col decr. del 5 marzo 1857]), elaborato in francese da Hermann Ewerbeck sotto il titolo : Qu'est-ce que la Bible d'après la nouvelle philosophie allemande? (Parigi 1850 [all'Indice col decr. 2 dic. 1857]). Dopo la sua conversione pubblicò, tra l'altro : Méine Konversion (Magonza 1859); Die dreifache Krone Roms (Münster 1859); Das Wunder (ivi 1874); Der Zukunftsidealismus der Vorwelt (ivi 1874). Tra le opere poetiche eccellono : Die Glorie der hl. Jungfrau Maria (1841), che ebbe una seconda edizione molto diffusa sotto il titolo Marianische Legenden und Gedichte nach alten latein, italien, span., französ. u. deutschen Darstellungen u. Original-Poeisen (Münster 1859); Blumen und Früchte aus dem Garten christl. Weltanschauung und Lebensentwicklung (Magonza 1863). La sua migliore lirica si trova in Frauenbilder und Huldigungen (3 voll., Lipsia 1853 e 1858), tra cui Brahms scelse parecchie poesie come testo per i suoi componimenti musicali.