DAUVERSIÈRE, JÉRÔME LE ROVER de la - Fondatore della Congregazione delle Figlie ospitale di S. Giuseppe e promotore della fondazione di Montréal, n. a La Flèche (Anjou, Francia), da famiglia appartenente alla piccola nobiltà, il 18 marzo 1597, m. ivi il 6 nov. 1659. Esattore di impost e a La Flèche, sposò nel 1618 Giovanna Baugé, dalla quale ebbe 5 figli. Questo modesto esattore, detto comunemente «le saint homme de La Flèche», fedele esecutore d'una precisa missione affidatagli dalla divina Provvidenza, maturò tra il 1630 e il 1640, con il consiglio del p. Stefano, recolletto, dei gesuiti Francesco Chauveau e Carlo Lalemant e del sulpiziano Gian Giacomo Olier, il progetto della duplice ardità fondazione sopra ricordata, presto tradotta in realtà. Infatti cominciò con il dare origine a La Flèche, il 23 dic. 1639, grazie al concorso della signorina Maria de la Ferre, alla Congregazione ospitaliera delle Figlie di S. Giuseppe con voti semplici e senza clausura, eretta canonicamente dal vescovo di Angers il 19 ott. 1643. In seguito, onde contribuire in modo fattivo all'evangelizzazione dei selvaggi, promosse la fondazione della città di Ville-Marie, oggi Montréal, nell'isola omonima, di cui era, sin dal 1640, comproprietario con il barone Pietro Chevrier di Fancamp.
L'esistenza della città ebbe inizio il 17 maggio 1642, giorno in cui approdarono all'isola i 40 coloni, guidati dal valoroso Paolo de Chomedey, signore di Maisonneuve, e dall'intrepida signorina Giovanna Mance, fondatrice e prima direttrice dell'Hôtel-Dieu dell'incipiente città. Il D., pur rimanendo in Francia, provvide a tutti i bisogni dei coloni, dal loro viaggio ai loro strumenti di lavoro, con le sue sostanze, con prestiti e con le generose offerte date per un puro ideale missionario, dai componenti la «Compagnia di Montréal», creata all'uopo e di cui era procuratore. Queste due fondazioni gli procurarono infinite preoccupazioni d'ordine morale e finanziario, però alla sua morte la Congregazione diviene la Flèche-Dieu (a La Flèche, Moulins, Laval, Baugé, Ville-Marie) e la cittadina di Ville-Marie già contava qualche centinaio d'ab. Morì atrocemente tormentato da pene morali e sofferenze fisiche, lasciando una precaria eredità, posta subito sotto sequestro dal fisco e dai numerosi creditori che gli avevano concesso, quale procuratore della «Compagnia di Montréal», ingenti somme

Seguace di E. Drumont, iniziatore in Francia dell'antisemitismo, e poi di E. Vaugeois, sostenitore del nazionalismo monarch