DAVIDE REBENI. - Cioè « D. discendente di Ruben ». Strana figura di ebreo orientale, di cui si ignora il luogo di origine e molti particolari della vita movimentata. Compare a Venezia nel febb. del 1524, dopo avere percorso diverse regioni dell'Oriente. Presto suscitò un interesse immenso, accompagnato in molti da entusiasmi messianici.
Discendosi inviato particolare di un fantastico regno di tribù ebraiche dell'Arabia, ch'egli affermava governare da suo fratello Giuseppe, D. frequentò varie corti di Europa, particolarmente quella di Giovanni III del Portogallo. Ottenne anche un'udienza dal papa Clemente VII e riscosse promesse di aiuto, specialmente nella corte portoghese, per la sua progettata impresa di strappare la Palestina ai maomettani. Presto, però, si occupò alacremente di lui l'Inquisizione spagnola, che vedeva malvolentieri l'entusiasmo diffusosi fra i marrani per D. R., in cui vedevano il preannuncio di mirabolanti tempi messianici. Perduta la protezione della corte portoghese, specialmente per opera dell'inquisitore Selaya e di M. chele De Silva, D. R. errò per la Francia e l'Italia finché fu arrestato con il suo fanatico seguace Salomone Molcho (Diego Perez) a Ratisbona (1532) da Carlo V. Sembra che D. finisse i suoi giorni in una prigione spagnola. Di lui resta una minuta relazione dei suoi viaggi, edita in ebraico da A. Neubauer (Medioeval Jewish Chronicles, II, in Analecta Ozoniana, I, parte 6ª, Oxford 1895, pp. 133-235).