DE ANGELIS, FILIPPO. - Cardinale, n. il 16 apr. 1792 ad Ascoli, m. l'8 luglio 1877 a Fermo. Visitatore apostolico della diocesi di Forlì, vescovo titolare di Leuca il 6 luglio 1826, quindi nel 1830 archivescovo titolare di Cartagine, fu inviato da Pio VIII nunzio in Svizzera. Rimase a Lucerna fino al 1835, difendendo con energia i diritti della Chiesa cattolica di fronte alle ingerenze del liberalismo. Da Lucerna dovette passare a Schwyz e poi lasciare l'incarico diplomatico, e per qualche tempo fu vescovo di Montefiascone e Corneto.
Creato da Gregorio XVI cardinale in pectore nel Concistoro del 13 sett. 1838, fu pubblicato in quello dell'8 luglio 1839, e poi nominato arcivescovo di Fermo nel 1842. All'avvento di Pio IX, non fu favorevole alla

concessione dell'amnistia, e nemmeno alla politica inaugurata dal nuovo Pontefice. Alla fuga di Pio IX a Gaeta, il card. De A., per ordine di Mazzini, fu nella not
concessione dell'amnistia, e nemmeno alla politica inaugurata dal nuovo Pontefice. Alla fuga di Pio IX a Gaeta, il card. De A., per ordine di Mazzini, fu nella notte dell'11 marzo 1849 arrestato e rinchiuso nella fortezza di Ancona fino al 19 giugno, quando gli Austriaci lo liberarono. Nel 1860, all'ingresso delle truppe piemontesi in Fermo, il cardinale fu deportato a Torino, data la sua intransigente posizione nei riguardi del liberalismo. Ritornò nella sua diocesi nel 1866, temperando con una maggiore indulgenza la sua intransigenza. Per le sue benemerenze fu nominato camerlengo di S. Chiesa.