DE MENZA

DE MENZA. - Perdita più o meno rapida e completa del patrimonio ideativo già costituito, in età giovanile o più spesso dopo il pieno sviluppo della maturità, per alterazioni funzionali o per lesioni anatomiche delle zone psichiche della corteccia cerebrale. La facoltà di controllo delle emozioni e i poteri più elevati dell'intelligenza (logica, critica) sono particolarmente colpiti; il blocco funzionale o la distruzione a focolai delle zone di localizzazione di determinate categorie d'immagini sensoriali o psicomotorie contribuisce al manifestarsi e aggrava il difetto mentale. La d. si differenzia dalla frenastenia in cui il disturbo dell'intelligenza è legato a mancato o insufficiente sviluppo dei centri nervosi.

Nei riguardi delle cause: d. senile (legata a processi involutivi propri dell'età), d. encefalo-malacia (da rammollimento e distruzione degli elementi nervosi centrali, per emorragie o ostruzioni di vasi cerebrali), d. sifilitica (da lesioni sifilitiche della circolazione cerebrale, simili a quelle dell'arterio-sclerosi cerebrale, o da distruzione degli elementi corticali operata dagli spirocheti, come nella d. paralitica), d. schizofrenica (v. SCHIZOFRENIA), d. epilettica, ecc. Il quadro clinico della d. è di solito progressivo e irreparabile.

BIBL.: U. Cerletti, Lesioni di clinica delle malattie nervose e mentali, Roma 1946, pp. 176-78.

D. PARALITICA PROGRESSIVA (PARALISI PROGRESSIVA, PERIENECFALITE CRONICA). - Malattia nervosa e più particolarmente mentale, causata dalla localizzazione dello spirochete della sifilitica nella corteccia cerebrale; colpisce per lo più uomini fino allora validi e perfettamente sani di mente, in media età (30-50 anni), che in giovinezza contrasseo la sifilitica curandola imperfettamente o non curandola per nulla. Il decorso, pur attraverso soste fatalmente progressive, nel 40% dei casi, anche se ben curati, conduce alla morte in pochi anni (1-5) dopo aver causato una completa dissoluzione dell'intelligenza e del carattere, una piena rovina di tutto l'organismo fisico.

La malattia si inizia con un progressivo e lento indebolimento dell'intelligenza, da principio tale da poter essere attribuito a semplice forma neurastenia (apatia, contegno inoperoso); in seguito si svolge nel quadro d'una d. sempre più manifesta, con la scomparsa graduale delle tracce mnemoniche,

dapprima le più recenti, infine le più remote e personali (paese di nascita, stato civile, numero dei figli, professione, ecc.). Assai importanti i disturbi della sfera affettiva (indifferenza a quanto avviene nell'ambiente e alla propria grave decadenza fisica che procede parallelamente a quella intellettuale). Ingannevoli periodi di sosta possono far pensare a guarigione; ma il male fatalmente riprende il suo corso fino alle ultime conseguenze.

Ad intervalli può presentarsi una caratteristica esaltazione psichica a tipo euforico per cui l'inferno, a dispetto della realtà, è convinto di ottime esuberanti condizioni fisiche e intellettuali, assume aspetto sorridente, divien loquace, turbolento; in combinazione con lo stato demenziale, si sviluppano nell'inferno vere forme di delirio a tipo megalomane; altre volte, particolarmente nei primi tempi della malattia in condizioni mentali ancor buone, malati intelligenti, a conoscenza del loro stato, possono cadere in tale tristezza da essere spinti al suicidio.

Caratteristici del quadro morboso, i sintomi legati alle lesioni delle zone corticali motrici, cioè i particolari disturbi della parola e della scrittura. Il primo, la disartria, a malattia avanzata, rende il linguaggio completamente incomprensibile per le modificazioni profonde, trasposizioni, mutilazioni di sillabe nelle parole. I disturbi della scrittura (disgrafia) rivelano insieme il disordine motorio paratico e le alterazioni mentali dell'inferno; appaiono in essa irregolarità del segno grafico con lettere irregolari tremolanti incerte, a volte ridotte a semplici sgorbi, mentre il contenuto ideologico dello scritto divien vuoto, puerile, senza significato, denunziante chiaramente lo stato demenziale dell'inferno.

Accanto ai sintomi mentali, nella d. paralitica progressiva prendono parte i sintomi nervosi: alterazioni dei riflessi pupillari e tendine, andatura incerta spastica (atassia), alterazioni gravi della sensibilità fino a completa perdita di questa, disturbi a carico della vescica, in alcuni casi lesioni dei nervi cerebrali con paralisi degli occhi, della lingua, ecc., particolarmente nei casi in cui intervengono anche lesioni del midollo (tabo-paralisi).

Per valutare la gravità sociale della malattia, basta considerare la percentuale (3-5%) degli individui che, avendo contratta la sifilide, ammalano di d. paralitica progressiva e, nei ricoverati in manicomio, il rapporto (ca. 10%) degli infermi di d. paralitica progressiva alla totalità del malato di mente.

La cura antitutica, associata alla provocazione artificiale di accessi febbrili, ottenuti inoculando il plasmodio della malaria (malarioterapia), può condurre a guarigione il 25-30% dei malati, a discreto miglioramento un'eguale percentuale d'infermi.

BIBL.: U. Cerletti, Riassunto delle lezioni di clinica delle malattie nervose e mentali, Roma 1946, pp. 248-74. Giuseppe de Ninno