DECURTINS, GASPAR. - Sociologo, n. il 23 nov. 1855, a Truns (Cantone dei Grigioni), m. ivi, il 30 maggio 1916. Studiò presso il monastero di Disentis, poi al ginnasio di Coira ed infine alle Università di Monaco, Strasburgo ed Heidelberg. Capo del partito cattolico svizzero, iniziò, nel 1878, la sua vita pubblica quale presidente del Circolo di Disentis e deputato del Consiglio dei Grigioni; nel 1881 fu deputato al Consiglio nazionale svizzero.
Resosi presto conto dell'importanza dei problemi economico-sociali, li studiò attraverso un esame comparato delle dottrine cristiane e di quelle socialiste, divenendo rapidamente uno dei maggiori esponenti del movimento cattolico sociale svizzero. Fu critico severo delle direttive liberali allora predominanti, e convinto fautore dell'intervento dello Stato per la tutela del lavoro.
Cattolico fermamente convinto, non esclude la collaborazione con le organizzazioni socialiste, tanto politiche che sindacali, quando ciò risultasse necessaria premessa per l'attuazione di riforme sociali: in questo spirito fu infatti istituito, nel 1886, l'Arbeiterbund, vasta organizzazione operaia con lo scopo di tutelare gli interessi dei prestatori d'opera, senza distinzioni di partito o di fede. Il D. prese anche l'iniziativa per l'istituzione del «Segretariato del popolo», con il compito di promuovere la tutela degli interessi operai e di garantirne la effettiva attuazione. Ai fini di incoraggiare lo studio e lo sviluppo, anche teorico, del movimento sociale cristiano, organizzò, nel 1889, l'Università cattolica di Friburgo.
Il nome del D. rimane particolarmente legato alla legislazione internazionale del lavoro: nel 1888, d'accordo con il deputato socialista Favon, fece approvare dal Consiglio nazionale svizzero una mozione invitante il Governo a riprendere le trattative (iniziale nel 1880 dallo svizzero Emilio Frey) con i governi europei per preparare una comune legislazione sul lavoro (La question de la protection ouvrière internationale. Mémoire présenté au Département fédéral de l'Industrie et de l'Agri-
culture par le dr. G. D., conseiller national, Berna 1889). Il D. fu anzi incaricato di preparare il programma della conferenza internazionale che il governo svizzero si proponeva di convocare a Berna nel 1889; ma, quando già numerosi paesi avevano aderito, intervenne l'Imperatore di Germania, Guglielmo II, con il progetto di un'analoga conferenza, che ebbe infatti luogo a Berlino nel 1890. L'Arbeiterbund, nel suo Congresso di Bienne del 1894, diede mandato al D. di convocare una riunione di delegati dei lavoratori organizzati dei vari paesi, e l'iniziativa fu espressamente approvata dal pontefice Leone XIII in un breve indirizzato al D. L'invito fu limitato a coloro che ammettevano il principio dell'intervento dello Stato per la tutela del lavoro; e il Congresso, dopo varie difficoltà, poté esser convocato a Zurigo (23-28 ag. 1897), con la partecipazione, sia di rappresentanti delle organizzazioni cristiane (abate Hitze, abate Beck, De Viart, Axmann, ecc.), che delle organizzazioni socialiste (Bebel, Vandervelde, ecc.). Il Congresso si chiuse con l'approvazione unanime della proposta D. per la istituzione di un ufficio internazionale per la protezione operaia, con funzioni di studio, documentazione ed informazione, e per la convocazione di un congresso internazionale per la legislazione operaia. Infatti il Congresso internazionale per la legislazione del lavoro, tenuto a Parigi nel 1890, portò all'istituzione, con sede in Svizzera, dell'Associazione internazionale per la protezione legale del lavoro.
Con l'inizio del pontificato di Pio X, il D. si ritirò quasi completamente dal campo dell'azione, per dedicarsi agli studi e tenne la cattedra di storia della civiltà, istituita per sua iniziativa sin dal 1889: per la sua recisa opposizione al modernismo (Tre lettere ad un giovane amico, trad. it., Roma 1911; A study on modernism, in The Catholic Review, luglio 1913, p. 191), ebbe una lettera di lode dal pontefice Pio X in data 15 sett. 1910 (AAS, 2 [1910], pp. 738-40).