DELLA GATTA, BARTOLOMEO (PIER DI ANTONIO DEI). - Monaco camaldolese, pittore, minatore e architetto, n. nel 1448 a Firenze, m. ad Arezzo nel 1502 o 1503. Entrato giovane nel convento degli Angeli, nel 1470 era ad Arezzo in quello di S. Maria in Gradi. Nel 1487 fu priore e quindi abate dei conventi di S. Clemente e S. Maria in Gradi. Da giovane si applicò alla miniatura come dimostra un corale dal lui dipinto nel convento di monte Oliveto Maggiore.
Ad Arezzo conobbe l'arte di Piero della Francesca ed ebbe modo di avvicinare Luca Signorelli e Pietro Perugino che nel 1479 seguì a Loreto. Nello stesso anno dipinse due tavole raffiguranti s. Rocco ora nel museo Arettino.

Fu quindi a Roma ove collaborò con il Perugino nell'affresco della Sistina raffigurante la Consegna delle chiavi, e aiutò il Signorelli nella scena della Promulgazione della legge e la Morte di Mosè. A Roma il pittore conobbe anche l'arte di Melozzo da Forlì le cui forme sono riflesse nell'Assunta dipinta per S. Domenico di Cortona. Quindi a Castiglion Fiorentino dipinse per la chiesa di S. Francesco la scena del Santo che riceve le stimmate allogatagli nel 1487.
Oltre queste opere il D.G. dipinse in Arezzo per la chiesa di S. Bernardo l'Apparizione di s. Bernardo e, entro due tondi, l'Annunciazione, e un s. Girolamo pene, frammento degli affreschi della cappella Gazzari, ora nella sagrestia del Duomo aretino, e a Castiglion Fiorentino la Madonna in trono fra quattro Santi per la collegiata e un S. Michele Arcangelo nella sagrestia della collegiata stessa. Oltre gli influssi del Signorelli, del Perugino, di Melozzo, il maestro, facilmente influenzabile, inclinò talvolta anche alle forme del Pollaiolo e dello stesso Botticelli, cercando di fondere i portati della cultura più propriamente fiorentina con quella che derivava dal grande ceppo di Piero della Francesca, suo fondamento iniziale.