DEMETRIO di TESSALONICA, santo. - Martire sotto Massimiano verso il 306, il cui culto, tardivamente introdotto a Tessalonica dal prefetto dell’Ilirico Leonzio agli inizi del sec. V, acquistò subito la più grande celebrità in tutto il mondo greco e come santo militare e come patrono di quella metropoli, che si credette in possesso delle sue reliquie. La copiosa letteratura formatasi intorno al carattere senatoriale e consolare del personaggio, nonché il suo culto, hanno per fondamento soltanto una triplice serie di più tardive leggende.
I martirologi primitivi non conobbero un s. Demetrio martire a Tessalonica, ma a Sirmio (Martirologio siriae, 9 apr.), senza indicare le generalità oppure con la qualifica di diacono (Martirologio geronimiano, al 9 apr.). D. era dunque originario di Sirmio, dove se ne trovava il culto in precedenza, e dove pure Leonzio Ilirico fece sorgere un tempio? Furono trasferite a Tessalonica soltanto alcune reliquie e non il corpo, che rimase a Sirmio nel luogo del martirio? Perché si fece il trapasso da un santo diacono ad un santo militare? Ecco i problemi che suscita lo studio comparato delle
notizie leggendarie su s. D. nei documenti ora conosciuti. Certo è che la basilica eretta da Leonzio in Tessalonica fu per tutto il medioevo una meta di pellegrinaggi. Nel *Martirologio romano*, festa l'8 ott.
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