DEMETRIO, zar di Moscovia, detto il FALSO DEMETRIO. - Il 15 maggio 1591 aveva cessato di vivere il principe bambino Demetrio, figlio di Ivan il Terribile. La morte dell’infante, tuttora avvolta nel mistero, venne dall’opinione pubblica attribuita a Boris Godunov. Al principio del 1604, a Cracovia, un uomo si proclamava lo zarevič D., scampato in maniera miracolosa agli assassini inviati contro di lui dal Godunov.
La Russia stava passando uno dei momenti più torbidi della sua storia: lotta tra i resti delle vecchie famiglie nobili umiliate da Ivan il Terribile ed i «villani rifatti» elevati dallo zar ad altissime cariche, tremende rivalità personali, pressione polacca alle frontiere occidentali, anni di tragiche carestie accompagnate da rivolte agrarie e dalla formazione di bande di briganti. Il «risorto» D., non molto colto, ma certamente intelligente ed audace, trovò subito un valido appoggio nel magnate polacco Giorgio Mniszek. Forse anche in vista di considerazioni politiche, D. si convertì segretamente alla religione cattolica. Sempre nel 1604 irrompeva insieme ad alcuni volontari polacchi nel territorio della Moscovia. I più diversi strati sociali speravano che il «vero» zar avrebbe migliorato le loro condizioni. La morte inattesa di B. Godunov (13 apr. 1605) tolse ogni ostacolo all’invasione che, tra l’entusiasmo della popolazione, si insediò «sul trono dei suoi antenati». Il regno di D. durò soltanto dal giugno 1605 al maggio 1606. A Mosca, D. si dichiarò «fede alle religione ortodossa», sottolineando la sua volontà di indipendenza dalla Polonia. Tuttavia, nonostante ciò, egli destò presto numerosi malcontenti: ai ceti elevati il suo modo di comportarsi non appariva confacente ad un principe; egli non osservava inoltre numerose funzioni e feste religiose; era poi circondato da moltissimi polacchi, in gran parte avventurieri che lo avevano accompagnato nella spedizione. Il suo sposalizio con la figlia di Mniszek, l’inosservanza in tale occasione della vigilia di s. Nicola, infine numerose altre indelicatissime destarono lo sdegno del popolino, abilmente sfruttato dai boiari che si vedevano completamente messi in disparte. Anima del complotto aristocratico fu Basilio Šujskij; all’alba del 17 maggio 1606 D. veniva barbaramente sancato nel suo letto, mentre in città si scatenava il massacro dei Polacchi. Crollava così anche il sogno del nunzio in Polonia Alessandro Rangoni, il quale aveva sperato, da benevolo frasi di D., di riportare la Russia in seno alla Chiesa cattolica.

polacchi, in gran parte avventurieri che lo avevano accompagnato nella spedizione. Il suo sposalizio con la figlia di Mniszek, l’inosservanza in tale occasione della vigilia di s. Nicola, infine numerose altre indelicatissime destarono lo sdegno del popolino, abilmente sfruttato dai boiari che si vedevano completamente messi in disparte. Anima del complotto aristocratico fu Basilio Šujskij; all’alba del 17 maggio 1606 D. veniva barbaramente sancato nel suo letto, mentre in città si scatenava il massacro dei Polacchi. Crollava così anche il sogno del nunzio in Polonia Alessandro Rangoni, il quale aveva sperato, da benevolo frasi di D., di riportare la Russia in seno alla Chiesa cattolica.
(da N. Nikodin, P. Kondakura, The Russian Icon, Oxford 1961, tav. 11) Demetrio di Tessalonica, santo - Icona della scuola di Novgorod (sec. xiv) - Pietrogrado, Museo russo.