DIESSBACH, NICOLAUS JOSEPH ALBERT VON

DIESSBACH, NICOLAUS JOSEPH ALBERT von. - Gesuita, apostolo della buona stampa, n. a Berna, da famiglia patrizia calvinista, il 15 febbr. 1732, m. a Vienna il 22 dic. 1798. A 15 anni entrò nel reggimento di Berna, al soldo del re di Sardegna, coman

dato da un suo zio. Da calvinista divenne incredulo, quindi nel 1754 cattolico. Il re Carlo Emanuele III gli affidò, subito dopo, il comando di un reggimento sardo e lo incaricò dell'istruzione militare di Vittorio Amedeo III. Nel 1755 sposò la figlia del consolo di Spagna a Nizza, di Saint-Pierre, che l'aveva portato al cattolicesimo; morta la moglie nel 1758 e affidata la figliuolina al monastero della Visitazione di Nizza, entrò nella Compagnia di Gesù (1759). Ordinato sacerdote il 22 sett. 1764 dal vescovo di Friburgo in Svizzera, fu destinato dapprima a Milano, poi a Torino dove visse anche dopo la soppressione della Compagnia (1773).

Religioso integerrimo e colto, fu un ricercato direttore di coscienze, un apostolo della parola (predicava anche più volte al giorno in italiano, francese e tedesco) e uno zelante educatore del giovane clero per il FRATERNITÀ SACERDOTALE (v.). Viaggiò molto a scopo di apostolato, e fece lunghi soggiorni a Vienna, dove si recò per preparare l'arrivo di Pio VI nel 1782 e dove raccolse, ARTE CRISTIANA (v.), un eletto stuolo di cattolici viennesi (il barone Giuseppe Penkler, il sacerdoce Franz Schmid, il redentorista s. Clemente Hofbauer ecc.), dai quali nacque poi il movimento letterario ed artistico austriaco del primo Ottocento, noto sotto il nome di romanticismo austriaco. Fu soprattutto un apostolo della buona stampa: a tale scopo creò l'Amicizia cristiana; scrisse varie opere di ascetica e di apologetica tra le quali merita un particolare ricordo: Le chrétien catholique incollablement attaché à la religion par la considération de quelques unes des preuves qui en établissent la certitude (3 voll., Torino 1771); diffuse in Italia, Francia, Svizzera, Polonia e Austria le opere di S. Alfonso, onde combattere il rigorismo giansenista. Presentò all'imperatore Leopoldo II un coraggioso memoriale (Adresse d'un catholique à S. M. I. et R. Léopold second roi de Hongrie et de Boème à son événement au thème [30 sett. 1790]) circa gli errori dottrinali del tempo, in specie il giansenismo, gli interessi della Chiesa e il ristabilimento della Compagnia di Gesù. Trovò un valido aiuto per le sue opere di apostolato nel servo di Dio Pio Brunone Lanteri. Questi due santi sacerdoti furono i pionieri dell'intensa azione per la formazione del clero torinese e subalpinico, che ebbe poi il Convitto ecclesiastico (v.).

Bibl.: Elenco delle opere in Sommervogel, III, coll. 56-57; E. K. Winter, P. Nicolaus Joseph Albert V. D., in Zeitschrift für Schweizerische Kirchengeschichte, 18 (1924), pp. 22-41, 282-304 (estratti dell'Adresse, pp. 293-304); A. P. Frutaz, Positio super introductione causae et super virtutibus servi Dei Pio Brunoni Lanteri (S. R. Congr. Sectio historica, 63), Città del Vaticano 1945, pp. 76-81, 563-64, e passim; nell'Archivio della postulazione degli Oblati di Maria Vergine si conservano interessanti documenti sul D. tra cui copia integrale dell'Adresse.