DIVINITÀ PALMIRENE

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DIVINITÀ PALMIRENE. - Nel pantheon di P., al-quanto composito e con figure divine di origine diversa e quindi eminentemente sintetico, si possono distinguere due grandi gruppi di divinità, diverse dagli dèi rimanenti: le divinità di origine araba e quelle che formano un gruppo intorno alla figura del dio principale della città, Bel; queste sono o di origine cananea oppure provengono dalla Babilonia. Gli altri dèi sono principalmente siriani.

Grande venerazione godeva tra le divinità del primo gruppo la dea Allât, figura divina del cielo, benefica, una delle divinità buone, identificata con l'Atena dei Greci, raffigurata con lo scettro in mano, il nimbo e una stella a otto punte; è stata identificata anche con il pianeta Venere. Il dio Azizu, il forte, precede il carro del Sole; è dio guerriero e battagliero, ma anche benefico; forma spesso coppia con Monimos, che invece segue il Sole. Azizu è la stella mattutina; è stato assimilato ad Ares; insieme con Arsu, stella vespertina, è detto dio remuneratore, misericordioso, benefico; è concepito quale ragazzo, puer. Si è ritenuto che il nome di Arsu non fosse che una traduzione di Monimos con il senso di benefactore. Arsu sarebbe quindi identico con Monimos. Del dio Šaj'al-Qawm = il protettore del popolo, si dice che è buono e non beve vino, ma il suo culto non sembra avere avuto radici profonde a P. Di origine araba è forse anche il dio Gad, la Fortuna, chiamato in greco Tyché e messo in rapporto con una fonte benedetta e concepito inoltre come il genio protettore dell'individuo. La Tyché di P. è stata poi assimilata ad Atargatis. Il dio Bel, il Belos dei Greci, è la figura divina centrale del gruppo più importante, dei Šol, nāṭrōṅ, il dio più potente della città, il Signore per eccellenza. Da questo dio andrebbe distinto Bol, che però fu poi confuso con lui. Bel è dio solare ed è stato assimilato a Zeu. Talvolta è raffigurato tra Jarhiból e 'Agliból, paredri suoi. La moglie di Bel era Beltis, il suo messaggero Malakbél. Dio solare era pure Jarhiból, al quale era consacrata la fonte Efka, ed è talvolta nominato assieme ad 'Agliból = toro o vitello o carro di Bol, anche esso di carattere solare. Šamaš era il dio del sole, propizio e uno degli dèi nazionali. Atargatis era la paredra di Malakbél; divinità femminile era Semia. Erano ancora venerati Nabû, Nanai e Tammûz di origine babilonese. Bêlsamîn era il dio del cielo. Un dio benefico era Sadrafa, Šāṭrāṭnṣ.

I palmireni spesso non davano un nome particolare ai loro dèi, ma preferivano alcuni epiteti, che si potevano applicare a diverse divinità. Perciò si fa menzione nelle iscrizioni di un dio buono, misericordioso, remuneratore, signore del dio o benedetto sia il suo nome in eterno, senza sapere di quale divinità precisamente si tratti.

Bibl.: M.-J. Lagrange, Études sur les religions sémitiques, Parigi 1905; J.-G. Février, La religion des Palmyréniens, 1913. Giuseppe Furlani