DONIZIONE di CANOSSA. - Benedettino, vissuto fra i secc. XI e XII. Nel 1090 ca. entrò nel monastero di Canossa, di cui fu più tardi abate.
Oltre una mediocre Enarration Genesis, nel 1114 compone in esametri latini un poema sulla vita della contessa Matilde, in due libri. Rozza di stile e goffa nell'imitazione classica, l'opera tuttavia ha l'interesse di documento dei costumi e della mentalità del tempo. D. si avvale di fonti anteriori, come Rangero, l'autore del De Anulo et baculo. - Vedi tav. CXV.
BIBL.: Vita Mathildis a D. scripta, ed. Luigi Simeoni, in RIS, n. ed., V. II, Bologna 1940. Studi: L. Simeoni, La Vita Mathildis di D. e il suo valore storico, in Atti e mem. d. dpr. st. patria p. le prov. mod., 7a serie, 4 (1927), pp. 18-64; N. Grimaldi, D. il cantore di Canossa e dei principi Canusini, Reggio 1928; id., La contesa Matilde e la sua stirpe feudale, Firenze 1929; F. Ermini, La memoria di Virgilio e l'altercatio fra Canossa e Mantova nel poema di D., in Studi mediev., 3a serie, 5 (1932), pp. 187-97; N. Ferraro, D., il cantore di Matilde, in Convivium, 10 (1938), pp. 643-61.