DOTTRINA. — Esponendo, in una rapida sintesi, il contenuto dottrinale del documento pontificio, l'a. si può considerare sotto un triplice aspetto: apologetico, ascetico e dogmatico.
Aspetto apologetico. — L'a. è venuto alla luce sotto l'impulso di una preoccupazione apologetica, mirante a rimuovere, nei limiti del possibile, tutti gli ostacoli che potrebbero trattenere l'uomo moderno dall'abbracciare la fede cattolica. La necessità dei tempi dovrebbe indurre la Chiesa a rialzare il prestigio del cattolicesimo di fronte a tutta la civiltà contemporanea, cedendo alle nuove esigenze ciò che il medioevo le ha trasmesso di caduco, scostandosi alquanto dall'antico rigorismo, mitigando le vecchie formole, passando sotto silenzio certe verità troppo avverse alla mentalità moderna. Sarà compito dei missionari e dei predicatori di nostre strani più condiscendenti verso i non cattolici, insistendo più sulle verità che li avvicinano anziché sugli errori che li separano dalla Chiesa.
L'insegnamento del Vangelo deve essere presentato sotto una luce più simpatica e reso più aderente alle attuali aspirazioni dell'anima, in maniera da farlo quadrare meglio con la comprensione umana. Per ubbidire a questa urgente necessità di adattamento, la Chiesa deve restringere l'esercizio della sua autorità e lasciare a ciascun individuo la possibilità di sviluppare in pieno le sue iniziative private. Tanto più che, dopo la definizione dell'infallibilità pontificia, il Papa è sempre in tempo ad intervenire efficacemente per correggere eventuali deviazioni del pensiero dei singoli fedeli, lasciati più liberi.
Tale modo di sentire è in contrasto con la dottrina cattolica. Il Concilio Vaticano insegna che le verità di fede sono immutabili e derivano tutte da Dio. È intuitivo dunque, che si debbano insegnare tutte senza attenuazioni o riserve, e senza variazioni di significato. I mutamenti sono possibili solo nell'ordine disciplinare e spettano esclusivamente all'autorità religiosa. La definizione vaticana, mirando piuttosto a prevenire che a correggere l'errore, ha reso ancora più stretto il vincolo di dipendenza dal Pontefice Romano.
Aspetto ascetico. — Nel vano intento di giustificare la loro singolare pretesa d'una più ampia libertà di pensiero e d'azione, gli americani si richiamano all'interno diretto intervento dello Spirito Santo, il cui influsso, essendo oggetti più fecondo che in passato, renderebbe inutile e superflua la direzione spirituale dell'esterno magistero. Sostengono inoltre che, per raggiungere la perfezione cristiana, ogni studio dev'essere posto nella pratica delle virtù naturali e nell'esplicazione di una grande attività esterna, volta al bene della società.
Le virtù naturali devono preferirsi a quelle soprannaturali e le attive alle passione. Queste ultime, come l'obbedienza, l'umiltà, ecc., erano buone ed erano necessarie in passato, quando le contingenze obbligavano la Chiesa a riunire tutte le sue energie in una perfetta coesione delle intelligenze e delle volontà individuali, in vista di un trionfo più completo sugli scismi e sulle eresie. Ma ora che le condizioni si sono totalmente cambiate, le virtù passive riescono più di ostacolo che di aiuto a conseguire la perfezione e concorrono a formare delle anime deboli e vili, anziché forti e virili. Ne consegue il disprezzo e la disistima degli americani per i voti religiosi, che dichiarano poco convenienti allo spirito moderno.
È facile intuire l'incompatibilità di queste opinioni con l'insegnamento evangelico. Basta infatti osservare che tutte le virtù, essendo abiti operativi, meritano il nome di attive, quelle principalmente che esigono uno sforzo maggiore di volontà e un più grande sacrificio, come l'obbedienza, l'umiltà, ecc. La loro importanza non muta col tempo, come non muta Gesù Cristo, che le insegno con l'esempio e la parola, facendosi «obbediente fino alla morte di croce» ed esortandosi ad essere, come Lui, «miti e umili di cuore». Quel più ampio influsso dello Spirito Santo, che l'a. afferma per l'epoca attuale, mentre, da una parte, è in aperta contraddizione col disprezzo delle virtù soprannaturali e con la storia del cristianesimo primitivo, dall'altra parte renderebbe ancor più necessaria la direzione spirituale per discernere le ispirazioni divine dalle vane illusioni umane, troppo facili in questo campo.
Aspetto dogmatico. — Benché l'a. resti principalmente sul terreno pratico dell'azione, tuttavia non è del tutto estraneo al dominio teorico delle idee. C'è, in fondo agli atteggiamenti e ai programmi di questi promotori di opinioni innovatrici, un larvato naturalismo, che è in verità l'idea fondamentale, il motivo dominante dall'a.; naturalismo sopravvalutante le possibilità dell'uomo, fino al punto da dimenticare lo squilibrio intellettuale, morale e soprattutto passionale causato in lui dal peccato, nonché la conseguente necessità della grazia al raggiungimento del fine supremo. Oltre a questa falsa concezione, mirante a umanizzare il cristianesimo, va segnalata una forte corrente di liberalismo, in cui si può vedere un manifesto ritorno alle dottrine protestanti sull'ispirazione privata.
In complesso l'a. presenta in germe molti errori, che furono poi condannati da Pio X sotto il nome collettivo di modernismo.