DURANGO, ARCIDIOCESI di. - Nel Messico, nello Stato federale omonimo, confinante a nord con il vescovato di Chihuahua, ad est con quello di Zacatecas e Saltillo, ad ovest con quello di Zalao a sud con quello di Tepic. Fu smembrato il suo territorio dalla diocesi di Guadalajara di Nuova Vizcaya nel Concistoro del 28 sett. 1620 ma questa erezione ebbe effetto solo il 1 sett. 1623, cioè 60 anni dopo la fondazione della città di D.
L'arcidiocesi ha una superficie di 132.000 kmq.; conta 550.000 ab. dei quali 533.000 cattolici; per il suo governo si divide in 6 vicarie forane, 52 parrocchie con 88 sacerdoti diocesani e 8 regolari, un seminario, 4 case religiose maschili con 22 professi e 17 femminili con 166 professe (1949). L'antico seminario è ora adibito a ospedale militare. Il primo vescovo fu l'agostiniano Gonisalvo de Hermosilla, messicano. La chiesa cattedrale aveva come titolare l'apostolo s. Matteo, oggi però pronta dell'arcidiocesi è l'Immacolata Concezione di Maria. Fu suffragana della metropolitana di Messico fino al 1862, anno in cui passò sotto quella di Guadalajara; ma il 23 giugno 1891 dal papa Leone XIII fu eretta in arcivescovo, dopo di essere stata governata da 24 prelati.
Il nono vescovo Garcia di Legaspi cominciò la costruzione dell'attuale chiesa cattedrale nel 1695; fu terminata alla metà del secolo seguente. Un secolo dopo il vescovo Antonio Zubiria Escalante eseguì alcune lodevoli modifiche nell'interno del tempio, tra le quali la rimozione del grande coro dal centro, che impediva la visuale e il grande concorso del popolo; la dotò di un nuovo altare maggiore e ricostruì la cupola, che non manca mai nelle principali chiese di quella Repubblica. Lo stesso prelato, terminati i lavori, consacrò la Cattedrale nel 1843. L'interno rassomiglia allo stile barocco toscano, nell'esterno presenta due eleganti torri. La rivoluzione della seconda decade del secolo scorso interruppe lo sviluppo religioso di questa arcidiocesi e parecchi sacerdoti furono uccisi; la persecuzione nei nostri tempi vi ha causati immensi danni, principalmente nel personale, a cui si va attualmente riemediando con l'aiuto di alcuni Ordini religiosi.