DURANDO di TROARN. - Abate e teologo benedettino, n. all'inizio del sec. XI, probabilmente a Nantes, m. l'11 febbr. 1088 a Troarn (Normandia). Monaco dal 1031 a St-Vandrille, poi a Fécamp, per le sue doti si guadagnò la benevolenza di Guglielmo, duca di Normandia e re d'Inghilterra, che nel 1059 lo volle abate di S. Martino di Troarn (di recente fondazione), dove governò saggiamente per 29 anni, lasciando fama di «ecclesiastici cantus et divini dogmatis doctor peritissimus, sibi durus carnifex aliisque mitis opifex» (Ordericus Vitalis [m. nel 1143], Hist. eccl., parte 3ª, l. 8: PL 188, 577).
Tra il 1050-58 scrisse il trattato De corpore et sanguine Domini (edito per la prima volta dal D'Achery a Parigi nel 1688, in appendice alle opere di Lanfranco, riprodotto dal Migne: PL 148, 1375-1424); consta di 9 parti, che sviluppano tutta la dottrina cattolica dell'Eucaristia, con spunti parentei e con battute polemiche contro Berengario di Tours. Sebbene occasionata dall'eresia di questo, l'opera conserva, nel suo complesso, un tono irenico: l'a. rifuggendo dai particolari e dalle sottili speculazioni (credendum potius quam discutiendum), preferisce ampie e sintetiche visioni della verità, così lumeggiando l'idea del panis vitae, ne mostra l'importanza nell'economia della salvezza (Christus illocalis est vitae locus, in quo vivat Christianus). Il lavoro, materiato di
testi biblici e patristici, fu un'indiretta ma efficace confutazione del nascente razionalismo eucaristico di Berengario, di cui ci fornisce anche i primi ragguagli dottrinali.