EBNER, Margaret, beata. - Domenicana, n. nel 1291 a. Donauwörth (Svevia), m. il 20 giugno 1351 a. Medingen. Discendente da illustre famiglia di Verda, dotata di ricche qualità d'animo, la gracile M. entrò quindicenne nel fiorente monastero di Medingen che per merito suo divenne uno dei centri della spiritualità domenicana. Dal 1311 intimamente abbandonata a Dio, dal 1312 al 1313 fu
gravemente ammalata, dal 1314 al 1332 per metà del tempo confinata in letto ma consolata da Dio. Nel 1332 il sacerdote secolare Enrico di Nordlingen le dette l'indirizzo mistico. Incapace di gravi penitenze esteriori, M. si mortificò nei cibi, nel portamento, nel sonno, dandosi ad una vita di preghiera e orazione ispirata dal ciclo liturgico e caratterizzata dalla meditazione dei misteri della vita del Signore con aggiunte di Pater e di Ave, metodo detto il Pater Noster.
Devotissima dell'Eucaristia, del nome del Cuore di Gesù, ebbe cara l'Anima Christi sanctificata ne ecc. Si dedicò particolarmente a suffragare per i defunti. Nel 1344 una statua del Bambin Gesù le fu regalata da Vienna. Per volere di Nordlingen, dal dic. del 1344 M. compilò o detto nelle Rivelazioni molte note sulla sua vita spirituale dal 1312 al 1348. Anche da lontano (Avignon, Costanza, Basilea, Strasbourg, Colonia) il Nordlingen si ricordò di M., facendo i suoi conoscenti amici di M. e tenendo con lei commercio esplorato. Diventata una figura centrale tra gli «Amici di Dio», lo stesso Taufer si raccomandò alle preghiere di M. Questa corrispondenza, le Rivelazioni ed il Pater Noster «sono documenti indispensabili per la conoscenza della vita religiosa dell'epoca» (G. Gabetti). La vita e la spiritualità di M. furono sempre improntate a servizi e società di diversa forma da patimenti ed infermità, accolte con inalterata fortezza cristiana, ricca di carismi soprannaturali, M. ebbe ancora vivente un'estesa fama di santità. Per il culto, sul quale il processo cominciato nel 1686 dimessi al tribunale diocesano d'Augusta diede il 4 nov. 1710 la sentenza affermativa, si aspetta la conferma della S. Sede.