ECCHIERADO di San Gallo. - Nome di 5 ce- lebri monaci di questo monastero. Il più famoso è E. IV, n. ca. il 980, m. ca. il 1060. Ne è ignota la famiglie e la patria; si fece monaco a S. Gallo, ove fu alla scuola di Nottaro il Balbuziente, cui, dopo la morte, successe nell'ufficio di capo della scuola del duomo di Magonza, chiamato dall'accivescovo Aribo. Nel 1031 fece ritorno a S. Gallo e vi morì il 21 ott. probabilmente nell'anno 1060.
Compose diverse opere poetiche e la continuazione della cronaca del monastero di S. Gallo. Tra le poesie si notano: una breve dissertazione sulle parole Unbe donne benedicere; Versus ad picturas, cioè iscrizioni poetiche da apportare ai dipinti della cattedrale di Magonza ed altre- tante iscrizioni per i quadri della vita di S. Gallo nel mo- nastero omonimo; Liber benedictionum e Benedictiones ad mensas, benedizioni poetiche ad uso dei superiori in coro ed a mensa. Inoltre corresse il poema Vita Walthavi moni fortis di E. I. raccolse poesie per le feste dei santi e della Chiesa dagli scritti inediti di Nottaro, che pubblicò dopo la morte del maestro, aggiungendovi note esplica- tive. Le sue poesie sono utili allo scrittore per le importanti notizie che qua e la riportano. Opera principale è Cassis S. Galli (in MGH, Scriptores, II, 75-147) scritta negli anni 1047-53, in cui E. continua fino all'anno 971 la cronaca del monastero, lasciata da Raptorto all'anno 883.
Diligente nella ricerca e nell'uso delle fonti, E. nella narrazione è invece talvolta fantasioso, scambià nomi, in- corse in anacronismi. Ciò nonostante la cronaca resta una tra le principali fonti della storia della Chiesa tedesca nel medioevo.