EDOARDO [III] il Confessore, santo, re d'INGHILTERRA. - N. a Islip (Oxfordshire) nel 1002, m. il 5 genn. 1066 a Westminster. Figlio del re Etelfredo e di Emma di Normandia, per una nuova invasione di Danesi fu portato da bambino in casa della madre, ov'ebbe un'educazione completamente normanna. Nel 1042 ottenne la corona degli avi e, tornato dall'esilio, fu consacrato re (1043). Carattere mite, non ebbe l'energia necessaria per ricomporre e mantenere in pace l'Inghilterra. Scelse segretari e cappellani normanni, creò primate d'Inghilterra il normanno Roberto di Jumièges, e ai Normanni consegnò alcuni porti, per cui divennero padroni del commercio inglese e costituirono nel regno di E. un forte partito. Non tardò la reazione e Godwin, conte del Wessex, che gli aveva dato dapprima la figlia Editta in sposa,

Il regno si divise in due parti: il nord, favorevole al re, il sud, a Godwin. Dopo un momentaneo insuccesso, il pretendente, che era stato esiliato con tutta la famiglia, nel 1051 ritornava vincitore, dettando condizioni al re.
Nel 1053 Godwin moriva, lasciando un forte partito e una potente famiglia che tuttavia il partito del re seppe bene equilibrare fino alla morte di E. Allora il regno toccò a Guglielmo il Bastardo, duca di Normandia.
Durante il regno E. rimise in vigore le leggi del suo avo Edgaro che da lui presero il nome di «leggi di s. E.» (Edwardlans); molte erano leggi ecclesiastiche. Trasportò la capitale del regno da Winchester nel Wessex a Westminster nell'Estanglia, ove costruì il nuovo palazzo reale presso la chiesa di S. Pietro da lui iniziata. Dopo la morte fu venerato in Inghilterra come santo e Alessandro III lo canonizzò il 7 febbr. 1161 dandogli il titolo di Confessore; festa il 13 ott. in ricordo della traslazione.