EICHSTÄTT, DIOCESI di. - La diocesi di E. è suffraganca delle metropoli di Bamberga e comprende regioni della Franconia centrale, del Palatinato superiore, della Baviera e della Svevia nonché della Baviera superiore, con un totale di 334.456 cattolici del 606.708 ab. della regione. La diocesi ha una superficie di 6020 kmq.; conta 574 chiese, dalle quali 216 sono parrocchie. Vi sono 452 sacerdoti secolari a 94 regolari; 12 case religiose maschili e 91 case religiose femminili. La città di E. possiede un seminario ed una università per filo-
sofia e teologia. Fra le organizzazioni per le opere di carità sono da ricordare 20 case di assistenza e 42 case d'infanzia, 65 luoghi di cura, 4 orfanotrofi, 16 ospedali e 12 ospizi per vecchi. Vi sono inoltre 74 unioni di assistenza e 110 leghe di carità (1948).
Le diocesi fu fondata da s. Bonifacio nel 741 ca. ed era suffraganea di Magonza. Dall'882 al 1806 era un cosiddetto Fürstbittum e divenne, nel 1821, dopo la secolarizzazione, suffraganea di Bamberga.
Fin dal 900 i canonici della Cattedrale avevano una grande influenza nel governo della diocesi; il vescovo Heribert dinimuva però nel 1022 il numero dei canonici portandolo da 70 a 50, e nel 1234 ve ne furono solo 30. Il primo vescovo ausiliare venne nominato nel 1309. Durante la riforma di Lutero i territori delle contee di Aasbach (1528) e le città di Norimberga e Weissenburg, il palatinato di Neuburg e le contee di Ottingen divennero protestanti. Tuttavia rimanevano per sempre al culto cattolico la città di E., il territorio bavarese ed i domini dei Cavalieri Teutonici.
Il vescovo Martino V. Schaumberg creò nel 1564 il Collegio Willibaldino, uno dei primi seminari tradentini in Germania.
Dal tempo di Carlomagno il territorio secolare dei vescovi di E. possedeva la immunità; nel 1705 il vescovo possedeva un territorio di 20 miglia quadrate con una rendita di 800.000 fiorini. Il capitale del Capitolo della Cattedrale aumentò, nel tempo della secolarizzazione, fino a raggiungere la somma di 3 milioni e 400 mila fiorini. Durante la secolarizzazione (1800-1803) la diocesi venne divisa fra la Baviera, e la Prussia e nel 1806 dipese completamente dalla Baviera.
Il 24 nov. 1821 fu poi eretta, secondo il concordato bavarese, ed è base del decreto della circoscrizione del 1817, la diocesi (Landesbittum) di E. come suffraganea di Bamberga senza che i confini venissero mutati. La vita ecclesiastica riprese il suo sviluppo sotto la guida di zelami vescovi. Nel 1838 venne nuovamente eretto il Seminario Tridentino, e nel 1843 una università filosofica e teologica sotto la guida del vescovo.
Il primo vescovo, s. Willibald, nacque nel 700 in Inghilterra. Durante i suoi pellegrinaggi con suo padre a suo fratello Wunibald, veniva a Roma e si recava in Palestina. Nel 740 egli tornò in Germania dietro preghiera di s. Bonifacio, e fondò i monasteri di E. e di Heidenheim.
Gebhard I, vescovo nel 1042 fu dal 1055 papa col nome di Vittore II (m. nel 1037). Il vescovo Gundakar II (1057-75) dava il suo nome al Gundakarianum, un libro pontificale, che è l'oggetto più prezioso del tesoro della Cattedrale. Nella Controriforma resse la diocesi Cristoforo V. Westerstetten (1612-36) il quale vi chiamò Gesuiti e Cappuccini. Dopo il 1821, data della nuova creazione della diocesi, il più noto vescovo è Carlo Agostino V. Reisach (1836-46) il quale fondò nel 1843 la università e il liceo a diede, nel periodo del Kulturkampf, asilo agli studenti di teologia della Germania superiore.
La tomba di s. Willibald è custodita nella basilica romanica eretta nel periodo dal 1042 al 1060. Noto è il suo chiostro del tardo gotico; nota è anche la chiesa degli Arcangeli, del tardo Rinascimento, detta anche chiesa dei Gesuiti. In stile barocco è la residenza dei vescovi che possiede una biblioteca composta di 500 mila volumi. Ad occidente della città di E. si trovano le rovine di un castello medievale detto di Willibald ed un altro a due torri in stile Rinascimento che dal 1609 fino al 1619 fu la residenza dei vescovi.
Friburgo in Br. 1915; J. B. Kurz, Die Eigenklöster in der Döta. E., 1922; E. Bauernfeind, Die Säkularisationsperiode im Hochstift E., Monaco e Frisinga 1927. Bruno Wüstenberg