EICHENDORFF, JOSEPH. - L'ultimo poeta romantico tedesco, n. a Lubowitz il 10 marzo 1788, m. a Neisse il 27 nov. 1857. Grande per lo spiccato predominio dell'elemento lirico, che fin nel romanzo e nel dramma sovrecchia racconto e azione, ma che gli detrò Lieder d'impareggiabile levità, sconfinanti nel sogno e nella musica. Tale temperamento portandolo a tradurre in atto l'ideale, improntò anche la sua vita reale.
Presagiti i prossimi conflitti per la sua patria in Ahnung und Gegenwart (romanzo già compiuto nel 1811), acerrimo nemico della dominazione straniera, s'arruolò volontario al momento della lotta, e fece le campagne 1813-15. Ferente cattolico, non solo esaltò la sua religione in molteplici scritti letterari storico-artici, miranti anche a una revisione del dominante giudizio crinco protestante e celebranti il cattolicesimo come solo fonte della poesia moderna (Über die ethische und religiöse Bedeutung der neueren romantischen Poesie in Deutschland, 1847; Der deutsche Roman des 18. Jahrh. in seinem Verhältnis zum Christentum, 1851; Zur Geschichte des Dramas, 1854; Geschichte der poetischen Literatur Deutschlands, 1857; nonché l'ottima traduzione in tedesco dei drammi religiosi di Calderón, 1846-57), ma spiegò azione conseguente (adeprandosi, p. es., per il restauro del convento di Marienburg, dimentendosi dal Ministero dei culti a Berlino per il suo rigido sentimento cattolico; atteggiamento nocivo sul tardo alla sua arte, che troppo cederà il preoccupazione di contenuto: Julian, 1853; Robert und Guiscard, 1855; Lucius, 1857). E fu il lirico romanico popolare (la sua poesia s'informò non poco al Volkslied, onde la collaborazione al Wunderhorn di Arnim e Brentano), dalla fede pura, dai sensi candidi, dallo sconfinato amore per la natura, dall'innocuo umorismo, che fra voluttà a religione elegge risolutamente questa (Marmarbild). Le sue Poesie (comparse già nel 1813) furono raccolte nel 1857. La ridondanza di Lieder in romanzi e novelle comprova la prevalenza sentimentale; la stessa Vita d'un bonne a nulla (la più famosa sua novella) può perciò difettare solo i veri amici della poesia. L'epica è di difficile lettura; la migliore tragedia è Der letzte Held von Marienburg.