EDDA

EDDA. - È il titolo, dei due più famosi monumenti dell'antica letteratura nordica, il cui significato più probabile è quello di "arte poetica" oppure di "avola", di cui l'uno, in versi, più antico ma scoperto più tardi, tra il 1639 e il 1643, ebbe, per l'affinità del contenuto, il nome dall'altro più recente, ma già noto fin dal 1628, e che porta a buon diritto il titolo di E.

Il primo, detto E. poetica o E. antica, è una raccolta anonima, non omogenea né organica, di una trentina di canzoni mitiche ed eroiche, redatte per la maggior parte in Islanda tra il 13 e il 14 sett. e, la più importante delle quali è la Völuspa o profezia della veggente, che narra l'origine del mondo e degli uomini e la fine di tutte le cose nel cosiddetto "crepuscolo degli dèi", ed è per- tanto, in un certo senso, una specie di Geuess di "po- lassie del paganesimo germanico.

Notevoli, tra le canzoni eroiche, anche per pregio artistico, sono quelle che ci conservano la forma auten- tica della saga nibelungica.

Il secondo, detto E. prosastica e Smera E. per essere stato composto dall'islandese Snorri Sturluson intorno al 1230, consta di tre parti, di cui basti qui citare la "Gylfaginning" o "delusione di Gylfi", che contiene una rappresentazione evemeristica della cosmologia della mitologia nordiche, con frequenti riferimenti alle canzoni dell'E. antica.

Circa l'autenticità e la purezza dei miti tramandati da quest'ultima, già ammesse universalmente allorché si ritenevano quei carmi di data remotissima, si è ora concordi nel riconoscere in più luoghi non poche infi- trazioni di elementi stranieri, classici, celtici e special- mente cristiani, pervenuti nel settentrione al tempo delle scorrere dei Vichinghi. I quali elementi, facilmente isolabi- bili, non scemano, d'altra parte, il valore incomparabile della raccolta come fonte delle antiche credenze e tradi- zioni nordiche, né il pregio della particolare poesia, spesso alta e solenne, che riveste il complesso delle rappre- sentazioni originarie; che sono quelle di un mondo di passioni e di destini implacabili, cupo e fosco, come tutto ciò che è senza trascendenza e perciò senza gioia.

Bruel: Testo originario: G. Neckel, E., vers. red., Heidelberg 1936 (con glossario); F. Gennser, E., 2 voll., Jena 1921-22; Buona tred. II. di passi scelti: O. Gogala, Canti dell'E., To- lino 1939. Studi: un bibliografia dell'E. è stata curata da H. Hermannsson, Ithaca (Nuova York) 1920. Cf. inoltre: G. Ma- laccarda, L'E. ovvero del pessimismo, in La Selva e il Tempio, Firenze 1933, pp. 9-27.