EDEN. - Luogo in cui trovavasi il paradiso terrestre (Gen. 2, 8, 15). L'ebraico « edhen », secondo gli antichi, significa « delizia, piacere » (II Sam., 1, 24; Ps. 25 [36], 9); per i moderni, « steppa », « pianura incolta », come l'accadico edinu, o « campo fecondo », come il sumerico edin. Nei Libri Sacri indica anche:
1) una regione sull'Eufrate, ad est di Aleppo (II Reg. 19, 12; Is. 37, 12: Ez. 27, 23; Am. 1, 5): è la Bīt-Adini dei monumenti assiri; 2) un levita discendente di Gerson, del tempo del re Ezechia (II Par. 29, 12; 31, 15).
Sull'ubicazione dell'E. potrebbe giovare l'indicazione di 4 fiumi: « Ad iniziare il giardino esce da E. un fiume, che di là dividesi in quattro capi (Phison, Gehon, Tigri, Eufrate) » (Gen. 2, 10-14). Ma si ignora l'identificazione del Phison e del Gehon. Altre difficoltà sorgono per Hevila e Chus, le terre bagnate: Gen. conosce due Hevila: una asiatica (10, 29) e una africana (10,7), e due Chus (10, 6-8). E poi verosimile che, con le migrazioni dei popoli, i nomi dei fiumi siano passati da una regione e un'altra.
Le innumerevoli opinioni sul luogo dell'E. possono ridursi a quattro gruppi: 1) presso il corso del Tigri e dell'Eufrate, e precisamente: a) sull'altipiano dell'Armenia (tra gli altri Hoberg, Hetzenauer, Strack, Kalt, Šanda): il Chus s'identifica con l'Arasse, e il Phison, che circonda la terra di Hevila, in cui trovansi oro, bdello, gemme (regione della Colchide, di cui tratta il mito degli Argonauti), con il Fasi: si suppone il cambiamento della conformazione del suolo; b) sul corso medio dell'Eufrate, dove confluiscono il Belich e il Ḥabū (P. Riessler); c) sul
basso corso del medesimo Eufrate, presso Babilonia, dove esso si congiunge con il Tigri, mentre poi di nuovo i due fiumi si separano mediante canali, di cui due sarebbero appunto il Phison e il Gehon: cf. nēhar kēbhār di Ez. 1, 1 (F. Delitzsch e S. Theis). 2) Staccandosi dal bacino mesopotamico, gli antichi, poco conoscitori di geografia, parlavano di Eufrate, Tigri, Gange e Nilo (Flavio Giuseppe, Antiq. Ind., I, 13). All'Arabia pensano F. Hommel, J. Feldmann; ai pressi di Damasco Niebuhr, Engel. 3) A. Ungnad pone E. nel firmamento, che i Sumeri chiamavano gū-edin-na. 4) Filone e la scuola alessandrina pongono E. nel mondo delle idee e i moderni mitologi e folkloristi tra i prati della fantasia. Sono da scartarsi le due ultime interpretazioni, poiché in Gen. 2 si descrive un vero luogo. Tra le varie ubicazioni proposte, quella del Delitzsch presenta le minori difficoltà. « Probabilmente l'autore non volle determinare un luogo preciso, ma solo attribuire a quattro rivi del giardino paradisiaco i nomi e la benefica fecondità delle acque (non il corso) dei quattro più grandi fiumi allora conosciuti. In tale interpretazione nulla osta che con gli antichi per Fison s'intenda il Gange (o meglio l'Indo come più vicino agli Ebrei) e per Gehon il Nilo » (A. Vaccari).