EDOMITI

EDOMITI. - Abianti di Edom (v.), detti anche *Idumea* (Settanta: 'Idoumaz'). Esau, abbandonata la
EDOMITI. - Abianti di Edom (v.), detti anche *Idumea* (Settanta: 'Idoumaz'). Esau, abbandonata la

terra di Canaan, viene a stabilirsi nella montagna di Seir. I suoi discendenti dovettero cacciare dalla sede l'antica popolazione dei Hurriti (v. DEUSDEDIT. 2, 12, 22).

Gen. 36, 31-39 dà una lista di 8 re e, l'ultimo dei quali, Adad II, è probabilmente il contemporaneo di David e di Salomone, nel corso del sec. X, e di cui il primo potrebbe aver iniziato quest'era regale nel sec. XII, o anche prima. Nessuno di questi re è presentato come figlio del precedente. Forse, arrivati al potere per qualche impresa notevole, i re e. conservarono poi l'autorità come capi militari. Edom si organizò a arrivo al regno marocchino prima d'Israele: al tempo dell'esodo il re di Edom si oppose al passaggio degli Ebrei per quella regione (Num. 20, 12, 21; Judg. 11, 17).

Sin dal principio della monarchia in Israele scoppia, non i conflitti tra E. ed Ebrei. Saul combatò contro gli Idumei, e aveva come servo l'idumeo Doeg (v.); David sottomise il paese di Edom e vi stabilì guarnigioni (II Sam. 8, 13 sg.): Esau diveniva, secondo la profezia di Giacobbe (Gen. 27, 40), il servo del fratello. Salomone continuò a governare le regioni e allestì la flotta di Asion-gaber e ad Elath sul Mar Rosso. Anche dopo lo sciama gli E. rimasero sotto Giuda. Essi si ribellarono sotto Ioram, spinti dall'esempio del re Mesu (II Reg. 3, 4-27) e stelle di Mesa; riacquistarono l'indipendenza e stabilirono una monarchia nazionale (II Reg. 8, 20-22; II Par. 2, 1, 8 sg.). Vinti da Amasia, che occupò Seia o Petra (ibid. 16, 7-10), riconquistarono la libertà sotto Achaz. Nei monumenti assiri, Quasmalaka di Edom compare con Achaz tributario di Theghathphalasar III. Da Abdia e Malachia gli E. sono sferzati a sangue, come oggetto dell'ira divina per l'odio che portavano ai discendenti di Giacobbe; Dio destina gli E. a una distruzione eterna (Mal. 1, 4). Nemici implacabili d'Israele, si rallegrarono della distruzione di Gerusalemme e durante l'esilio occuparono la spopolata Giudea fino a Hebron (Ez. 36, 5; I Mach. 5, 65). Verso il 300 a. C. l'Idumea orientale, con la capitale Petra, fu conquistata dai Nabatei; l'occidentale, con Hebron, fu totalmente sottomessa da Giovanni Ircano (126 a. C.), che contrista gli Idumei alla circoncisione.

Con Antipatro e il figlio Erode una dinastia idumea sale fin sul trono di Giudea. In Mc. 3, 8 l'Idumea è ricordata ancora una volta tra le contrade di quelli che seguivano Gesù. Gli Idumei accorrono in difesa di Gerusalemme assediate da Tito (Flavio Giuseppe, Bell. Jud., IV, 4, 1, 5); indi scompaiono dalla storia.

Sulla loro religione idolatrica (II Par. 25, 14 sg.) non abbiamo indicazioni particolareggiate (v. Petra).

Bibl.: F. Buhl, Geschichte der Bedomiter, Lipsia 1893; A. Musil, Arabia Petraea, II. Edom, Vienna 1907-1908; G. A. Smith, The Historical Geography of the Holy Land, 2ª ed., Londra 1931, pp. 555-576; F.-M. Abel, Géographie de la Palestine, I. Paris 1933, pp. 281-285; A. Legendre, Idume, in DB. III, coll. 830-837.